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Gothenburg Sound: Il Death Metal Melodico di scuola svedese In evidenza

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La Svezia è famosa per aver offerto alla storia della musica tantissime band in tantissimi e disparati generi musicali, presentando sempre una certa apertura verso la melodia ben radicata nella loro cultura musicale; nemmeno generi come il Metal estremo sono rimasti estranei a questi elementi tipici del paese.

 

Già la nazione ha avuto il merito di dare le basi al Death Metal europeo più sporco e violento con gruppi quali i primi Hypocrisy, i Dismember, Entombed (prima Nihilist), Unleashed, Bathory, Carnage, la così detta scuola di Stoccolma che ha dettato legge ad inizi anni novanta; parallelamente presso Gothenburg si sviluppò invece una linea più influenzata dalla New Wave Of British Heavy Metal e da elementi progressivi, linea che avrebbe preso il sopravvento a metà del decennio e che in seguito avrebbe influenzato altri generi come il Metalcore e l’Alternative (qualche purista potrebbe farne una colpa, non con tutti i torti).

 

Band come In Flames e Dark Tranquillity iniziano ad iniettare forti elementi melodici accompagnati però ad una certa violenza Hardcore e schegge Black Metal provenienti dalla vicina Norvegia, i secondi in un secondo momento non esitano addirittura a scomodare la New Wave e l’Elettronica, creando quell’ibrido unico chiamato “Projector” che sembra rispondere alla domanda “e se i Depeche Mode si fossero dati al Death?”, i primi invece si avvicinano con il tempo a influenze sempre più Alternative scontentando molti fans della prima ora, soprattutto nel nuovo Millennio. Gli At The Gates dopo alcuni buoni album di Death più ordinario, abbracciano a partire da “Terminal Spirit Disease” il nuovo corso giusto prima di sciogliersi, ma non senza dare alle stampe il loro disco più acclamato (e anche criticato dai puristi) nonché influente, “Slaughter Of The Soul” che riprendendo la strada aperta dai Carcass di “Heartwork”, definisce compiutamente il Melodic Death Metal moderno così come è concepito oggi.

 

Dopo un breve scioglimento anche gli Hypocrisy tornano con elementi melodici sempre più marcati, pur senza perdere l’aggressione e gli esperimenti di produzione e sound tipici di Peter Tagtgren, che conferiscono al gruppo un’atmosfera unica che ben si coniuga alle tematiche prevalentemente fantascientifiche trattate dal gruppo, mentre gli Amon Amarth applicano il discorso a forti influenze tematiche mutuate dal Viking Metal e gli Arch Enemy presentano, dopo un primo periodo con un cantante maschile, un cantato gutturale femminile che li caratterizza, pur non essendo strumentalmente il gruppo più virtuoso dell’ondata, a discapito della mente dietro le quinte Michael Amott, già tra i protagonisti del prima citato album dei Carcass.

 

I Soilwork prendono una strada simile ai conterranei In Flames legandosi sempre di più all’Alternative, e come loro si può dire che sono andati distaccandosi dall’elemento Death, che invece la maggior parte dei gruppi di questa scuola ha sempre mantenuto; su linee parallele e complementari, ma in parte diverse, al genere si muovono gli Opeth che legano il Death con il Progressive anni ’70 fino a perdere con l’ultimo lavoro “Heritage” ogni elemento del primo a favore solo dell’ultimo, ma senza cancellare la loro militanza più che decennale nel genere con brani dilatati che alternano Growl e cantato pulito con parti acustiche, caratteristiche vicine ai connazionali Edge Of Sanity che arriveranno a pubblicare “Crimson”, un album con un solo brano di quaranta minuti come nella migliore tradizione del Progressive Rock; tra gli ultimi arrivati da segnalare i Scar Symmetry  che flirtano senza molti problemi anche con elementi Power Metal.

 

Come anticipato inizialmente, oggi molte bands americane ed europee pagano tributo a questa particolare scuola, basta ascoltare As I Lay Dying o The Black Dahlia Murder e molte delle bands Metalcore in generale, pur semplificandola e allontanandola spesso dalle proprie radici Death, necessarie invece per mantenere l’identità del genere, i cui principali esponenti ad eccezione degli At The Gates, attivi solo in sede live saltuariamente, continuano a sfornare dischi e mietere consensi nel panorama Metal, dimostrando il loro giusto posto nella storia del Metal scandinavo insieme al Death svedese più violento e classico, al Black Metal e al Viking/Folk, tutti generi che in questa fredda terra riprendono caratteristiche uniche legate alla cultura e alle atmosfere qui presenti, aggiungendo un ennesimo tassello in quel affascinante mosaico che è oggi il Metal dopo quarant’anni di sviluppi, deviazioni, ed esperimenti mai abbandonati, ma sempre sapientemente integrati in quello che non a caso si presenta come uno dei generi più longevi al Mondo.                  

 

Ultima modifica il Domenica, 10 Febbraio 2013 22:16

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