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08 Gen

Saurom, storia dei menestrelli dei giorni nostri In evidenza

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I SAUROM sono una delle realtà di maggior interesse nell'attuale scena metal spagnola e latino americana e si sono meritati un certo seguito e successo grazie a tanti dischi di spessore come “Juglarmetal”, “Vida” e non ultimo il recente “Suenos”. Ma la storia della band andalusa parte da molto lontano quasi 20 anni fa, in quella città di Cadiz (e più precisamente a San Fernando) nel sud della Spagna, un posto dove ognuno di noi probabilmente sognerebbe di vivere con un clima mite ed un mare favoloso. E' lì che Narciso “Narci” Lara con altri compagni di avventura, decide di dar vita a questa band inizialmente con il nome di SAUROM LAMDERTH.

La musica dei Saurom si è evoluta moltissimo negli anni riuscendo sempre a mantenere un proprio trademark riconoscibile, che ha preso il nome di JUGLAR METAL uno stile composto da folk, musica celtica e fantasy, che trasmette ideali come libertà, fratellanza, rispetto per madre natura.

I Saurom sono i menestrelli dei nostri giorni e in questo approfondimento andremo a scoprire la storia di questa band unica.

 

Partiamo dall'anno 1996 proprio a San Fernando, Cadiz, nel sud della Spagna e dallo scioglimento del gruppo RHF (Rapid Heavy Flamenco) nascono i SAUROM LAMDERTH con un giovanissimo Narci Lara (voce, chitarra e flauto) diciottenne insieme a José Luis Godoy (chitarra). A loro si aggiungono Antonio Ruiz alla batteria e Abraham Reyes al basso. Subito la band inizia a comporre nuovi brani che andranno a finire nel primo demo realizzato e che prende il nome di “La cripta del duende” (1996) di ben 9 brani (più due bonus tracks) dove già si possono notare tematiche fantasy e musica folk. Successivamente arriva “Regreso a las Tierras Medias” (1997) composto da 8 pezzi. In questo lavoro sono presenti tematiche fantasy con personaggi che poi ritroveremo nei dischi futuri della band andalusa. Intanto arrivano i primi movimenti nella formazione con l'ingresso di Juan Garrido “John Macallister” al basso e del fratello Francisco alle tastiere e flauto. Con questa nuova formazione arriva il terzo demo della band, siamo nel 1999 quando vede la luce “Legado de juglares”, del quale si venderanno più di mille copie nel primo mese, attirando l'attenzione della scena spagnola, etichette comprese, e confermandosi poi col successivo “Origenes” (2000), album di 11 songs.

Nel 2000 Godoy y Juan lasciano la band e vengono rimpiazzati dal chitarrista Raul Rueda che diventerà un membro storico della band, presente in ogni disco, e José A Gil. Questa è la formazione che registrerà il primo disco dei Saurom Lamderth “El guardián de las melodías perdidas” che vedrà la luce nel 2001

Demo:

 

E' solo un quartetto quello dei Saurom Lamderth quando si apprestano a registrare il proprio debutto con il leader Narci Lara che si prende cura anche delle parti al micofono. Insieme a lui quindi troviamo Antonio Ruiz alla batteria, Raul Rueda alla chitarra e Francisco Garrido alle tastiere, violino, flauto...

 

El guardian de las melodias perdidas” si può considerare il primo disco della band e vede la luce nell'anno 2001. E' un lavoro di folk power metal molto festaiolo con atmosfere celtiche e il flauto che ricopre un ruolo da protagonista come nell'opener “Regreso a las Tierras Medias”. E' chiaro che la band prende spunto dalla letteratura fantasy in particolare dal grande Tolkien ed è anche per questo che spesso i Saurom saranno accostati, soprattutto all'inizio della loro carriera, ai Blind Guardian. I brani risultano subito molto ricercati soprattutto in considerazione di una band al proprio esordio discografico, denotando un talento ancora acerbo ma spiccato. “El santimbanqui”, spinta da un violino ispirato, è un brano che ancor oggi si può ascoltare ad un concerto della band, e presenta tutto lo spirito festaiolo dei Saurom Lamderth. Sembra quasi di stare tutti attorno ad un falò a ballare mentre dei menestrelli suonano e cantano. Degna di nota la strumentale “Canto das sireas (susurros)” da ascoltare rigorosamente ad occhi chiusi, immaginandosi al tramonto in riva ad un mare deserto, ascoltando il rumore delle onde ed il richiamo delle sirene. Infine altro pezzo di spicco è “Fiesta”, anche questa una song ancora presente nella setlist della band, ideale colonna sonora per una bevuta in compagnia nella taverna di fiducia.

“El guardian de las melodias perdidas” non è un capolavoro, ma è un disco piacevole con alcuni picchi, che riesce subito a creare un sound personale. Dei brani spensierati ma non banali, con una voce non di primo piano, che potrebbe far storcere il naso a qualcuno. In quegli anni in cui il folk non era ancora di moda, questo è un disco che suona folk come pochi.

 

Dopo due anni di intensi lavori, nel 2002 i Saurom Lamderth pubblicano il loro secondo lavoro dal titolo “Sombras del Este” che prende ispirazione da “Il signore degli anelli” di J.R.R. Tolkien, in particolare concentrandosi sul primo libro della trilogia, “La comunità dell'anello”. Il disco vanta la collaborazione della “Sociedad Tolkien Espanola”.

La band registra questo disco con la formazione a 5 composta da:

Narci Lara: voce, chitarre ritmica e acustica, flauti

Raul Rueda: chitarra

Francisco Garrido: tastiere, violino

José A Gil Gonzales: basso

Antonio Ruiz: batteria

Il buon successo di questo album, uscito in un doppio cd in digipack, consente alla band di effettuare un lungo tour attraverso la Spagna, con la partecipazione ad alcuni festival storici come il Vina Rock ed il Lorca Rock. Il disco viene pubblicato dalla Red Dragon Records di Madrid ma stampato anche in Messico (tramite la Moon Records), Italia e Giappone.

“Sombras del Este” è composto da 19 songs e vede la parecipazione di alcuni artisti tra i quali spiccano Victor Garcia (Warcry, ex Avalanch), Elisa Martin (ex Dark Moor), Oscar Sancho (Lujuria) e Silver (ex Muro, Silver Fist).

Il sound di “Sombra del Este” è molto più orchestrale ed epico rispetto all'esordio, ma senza perdere il trademark della band fatto di melodie ariose e da folk metal. Un lavoro ambizioso come dimostra anche la presenza di un brano come “El concilio de Elrond” che supera i 15 minuti di durata e presenta alcuni cori epici che molto devono ancora una volta ai Blind Guardian. Tra i momenti di spicco dobbiamo senza dubbio segnalare la folkeggiante “El cumpleanos de Bilbo”, “De Hobbiton a Los Gamos” con un chorus tutto da cantare, la festaiola “La posada del Poney Pisador”, l'acustica “Tom Bombadil”, e l'epica “Trancos/ Aragon” con Victor Garcia al microfono, ma in generale tutto il disco è molto godibile soprattutto la prima parte.

“Sombras del Este” è un deciso passo avanti rispetto a “El guardian de las melodias perdidas” e senza dubbio un must per ogni vero fans della saga de “Il Signore degli anelli” e del folk metal melodico.

 

All'inizio dell'anno 2003 Narci Lara a causa di problemi alla gola è costretto ad abbandonare il microfono e viene momentaneamente sostituito alla voce, per le restanti date live, da Pedro Gomez. Terminato il tour entra in pianta stabile un certo Miguel Franco. Nello stesso anno abbandonano la band Paco Garrido e José Gil. Alle tastiere troveremo momentaneamente una certa Ana Crisman, che resterà per circa un anno, mentre José Gallardo prende il posto di chitarrista. Infine la band decide di inserire una violinista che risponde al nome di Sophia Quarenghi. E' con questa formazione che i Saurom Lamderth pubblicano il terzo disco in carriera chiamato “Legado de juglares”, lo stesso titolo del loro vecchio demo. Il disco vede la luce nel 2004 a nome Saurom Lamderth ma l'anno successivo per problematiche con la casa discografica, la Red Dragon Records, la band modifica il proprio nome in Saurom e ripubblica il disco autoproducendolo con un bonus cd contenente alcune nuove versioni di vecchi brani contenuti nei primi due dischi.

“Legado de juglares” riscuote un buon successo e spinge la band di nuovo in tour in quello che sarà denominato “Historias del Juglar Tour”, presentando uno spettacolo unico con tanto di attori, giochi pirotecnici, giocolieri . Durante il tour Sophia abbandona il gruppo (ma collaborerà ancora in studio) per problemi personali cosi entra nella band Santiago Carrasco ad occuparsi di tastiera e cori.

Dalla splendida intro all'apertura affidata a “Nostradamus” troviamo dei Saurom (Lamderth) più maturi in questo nuovo lavoro. I brani prendono ispirazione da tantissimi generi diversi, addirittura troviamo la presenza della voce growl in rari momenti. Sono naturalmente il folk e la musica celtica a farla da padrone come nella bellissima “Sandra” o in “El Luthier”. “Picasso de ciudad” e “Mendigo” sono altri due brani che spiccano in una tracklist che comunque va gustata nella sua interezza Il sound è molto curato con arrangiamenti complessi e linee melodiche ricercate. E' evidente inoltre che l'avvicendamento di Narci al microfono a favore di Miguel ha donato un potenziale molto più grande alla band andalusa. Il nuovo singer mostra un timbro molto personale, grintoso ma capace di toccare ogni nota senza perdere incisività.

I sei menestrelli (juglares) in questi brani ci narrano di illusioni, sogni, storie reali o immaginarie. Come sempre tutti testi sono ad opera del leader Narci Lara.

 

Nel bonus disc “Sinfonias de los Bosques” son presenti come detto nove brani tra rarità e pezzi rivisti con la nuova formazione (registrati nel 2005), un'interessante raccolta per riscoprire alcuni brani del passato in versioni differenti alcuni cantati dal nuovo Miguel. E' inoltre presente il video di “Nostradamus”.

"Legado de juglares” è quindi un passo importante nella carriera della band. Segna come detto il cambio del nome, vede per la prima volta Miguel al microfono e musicalmente indirizza i Saurom verso la maturazione artistica definitiva del successivo grande lavoro della band che sarà “Juglar Metal”.

 

En algun lugar habrà alguien que quiera escucha las eternas melodias del juglar”

 

Durante la parte finale del tour a supporto di “Legado de juglares” i Saurom entrano in studio per registrare il quarto album della loro carriera. Il nome scelto per questo lavoro sarà proprio JuglarMetal, e viene pubblicato il 20 Febbraio 2006. Questo disco mostra da una parte una grande maturità raggiunta dalla band che si dimostra molto coesa con la nuova formazione e con Miguel alla voce. Inoltre il sound diventa molto più metal rispetto ai precedenti lavori, pur mantenendo sonorità celtiche e folk. I testi di alcuni brani raccontano una storia fantasy con alcuni personaggi inventati da Narci Lara in particolare nella “Trilogía de Zaluster” composta dai tre pezzi che aprono il disco. Nell'album sono presenti alcuni degli inni storici della band che ancora oggi sono immancabili in ogni loro setlist come "La Musa y El Espíritu", "La Batalla con los Cueros de Vino", "Dioses Eternos", "Dracum nocte", "La Taberna" e "Historias del Juglar II" e non a caso questo lavoro fa crescere ulteriormente la fama della band in Spagna e nei paesi latino americani.

Insomma “JuglarMetal” è un netto passo avanti sotto ogni punto di vista rispetto ai precedenti lavori, un disco professionale con una produzione di tutto rispetto e 11 brani molto ispirati che uniscono sapientemente riff potenti e folk con la voce graffiante e unica di Miguel per un mix irresistibile!

 

Per il seguito dell'ottimo “JuglarMetal” i Saurom decidono di fare le cose in grande con un lavoro molto ricercato sia in termini sonori che per quanto riguarda i testi. La band decide di scrivere un vero e proprio concept album dedicato alla letteratura della loro terra, l'Andalusia, così ogni brano contenuto in ONCE ROMANCES DESDE AL-ANDALUS prende spunto da una poesia, una leggenda od un racconto di qualche scrittore andaluso. Il suono diventa molto più potente ed heavy che in precedenza segnando un forte distacco dal folk power/rock dei primi album. A dire il vero già col precedente lavoro si poteva notare in certi momenti un indurimento del sound ma fino ad un certo punto. Con questo nuovo album, che vede la luce nel 2008, il lato folk viene quasi abbandonato a favore di chitarre potenti e della voce roca e grintosa di Miguel e in generale il sound seppur molto personale, ricorda molto quello dei Blind Guardian.

La band gira il videoclip per il brano “Wallada la Omeya” ma il singolo scelto per pubblicizzare il disco è “El monte de las Animas” basata sulla leggenda del poeta sivigliano Gustabo Adolfo Becquer. Il disco è molto complesso e servono molti e attenti ascolti per apprezzarlo in ogni suo aspetto. Tra i brani di spicco è d'obbligo citare “Romance de la luna, luna” basata sull'omonimo componimento dell'autore Federico Garcia Lorca da Granada, “Reina de la oscuridad” e “Zulema” basata sulla leggenda di Zulema (1891).

 

Lo spessore di un disco come “Once romances...” ha fatto si che la band fu invitata ad alcuni incontri con studenti della scuola secondaria per discutere sui testi dei brani, i quali sono stati utilizzati anche per alcuni progetti o approfondimenti universitari.

La band decide inoltre di pubblicare un Ep di 5 brani pescati dal disco appena pubblicato, rivisti e cantati in inglese per alcuni paesi come Stati Uniti, Australia e Germania, come “The mount of souls” e “In the abyss”.

 

Il sesto disco dei Saurom arriva nel 2010 con il titolo di MARYAM. Si tratta di un lavoro che musicalmente segue il precedente “Once romances...” con un sound ricercato, personale, potente e complesso, con chitarre heavy ma presenta atmosfere più oscure che derivano dal concept del disco che parla de La passione di Cristo dalla prospettiva di Maria (Maryam in latino), trattando temi come la disuguaglianza dei generi e rivendicando la poca importanza riservata alle donne nella storia. La prima edizione del disco è in uno splendido digipack contenente un dvd bonus con alcuni videoclip della band, interviste e alcuni estratti live dal tour di Romances desde Al-Andalus Tour 2008/09 per oltre 2 ore di durata. Per molti fans Maryam è l'opera maestra dei Saurom, di certo è un lavoro di gran spessore sotto ogni punto di vista e le vendite vanno molto bene in tutto il mondo. A seguito della pubblicazione del disco inizia un intenso tour per la Spagna suonando in posti che la band mai aveva toccato in precedenza.

 

“...A ti mujer de hoy y de ayer, a ti luchadora, a ti pilar de la humanidad... y a todas la madres del mundo que,con cada parto, guardan en el pozo de su corazon el lazo mas secreto y poderoso de una mujer: El amor haio un hijo”

 Maryam contiene 13 brani compatti e potenti a partire da “Irae Dei” e continuando con “Non culpa”, “Aquel paseo sin no ritorno” e la favolosa ballata acustica “Para siempre” ma come dimenticare “Lagrimas hieladas” e “La ultima cerimonia”. Ma il disco va ascoltato tutto d'un fiato accompagnando la musica ai testi. Un lavoro vario con ottimi arrangiamenti suonato da una band in salute con una formazione ormai stabile e unita.

Nel 2011 la band decide di intraprendere un tour per festeggiare il 15esimo anniversario con una setlist particolare pescando da tutta la propria carriera.

 

Nell'anno seguente, il 2012, i Saurom iniziano a dare in pasto ai loro fans alcuni estratti dal loro prossimo album. Saranno 4 infatti i video ufficiali rilasciati prima dell'uscita di VIDA, quattro videoclip molto belli come sempre partendo da “Cambia el mundo” dedicata a madre terra, e poi le festaiole “Noche de Halloween” e “La leyenda de Gambrinus”. Infine la teatrale “El principe”, brano scritto da Miguel dove il singer andaluso riesce a dare il meglio di sé. Si nota subito un ritorno alle sonorità folk ed un netto distaccamento dalla potenza dei due precedenti dischi. Vida viene pubblicato nel Dicembre del 2012 e per molti è il disco dell'anno. Un lavoro ispiratissimo, magico, dove ogni brano è un autentica gemma. Un disco che trasmette anche grazie ai testi, concetti come il rispetto di madre natura e la bellezza della vita e sentimenti come allegria e tragedia.

Vida è un capolavoro di folk rock, un album da ascoltare fino allo sfiniento che non vi stancherà mai ed è rappresentato al meglio dal menestrello in copertina. Partendo dalla spettacolare opener “Cambia el mundo” passando per “Magia”, “El hada y la luna”, ballata da pelle d'oca, “Se acerca e invierno” unico brano che riporta su territori più power folk, “El cristal” ma davvero, ogni brano meriterebbe di essere citato.

Il tour a supporto di Vida durerà molti mesi portando la band a suonare in America Latina per molte date. Inoltre è da segnalare l'unica data in Italia della band che vola in Sardegna per regalare agli amici sardi uno show indimenticabile il 13 Luglio 2013.

In seguito verrà pubblicato il videoclip anche del brano “El hada y la luna”.

 

L'ultimo lavoro dei Saurom è l'album SUENOS uscito da pochi mesi tramite la casa discografica spagnola Maldito Records. Il disco segue le sonorità folk rock di Vida e presenta ben 27 songs divise in due dischi. Suenos è un lavoro vario che alterna brani folkeggianti e spensierati capaci di trasmettere buon umore a song malinconiche dove la voce di Miguel riesce a trasmettere forti emozioni. Suenos è un altro lavoro impeccabile per i Saurom che in questi mesi hanno iniziato il tour a supporto del loro ultimo lavoro con date in Spagna, America Latina e Nord America.

 

I Saurom sono una band relativamente giovane ma con già 8 album alle spalle e una discografia importante. La band ha cambiato sound diverse volte durante la propria carriera ma sempre mantenendo un alto standard qualitativo soprattutto da Juglarmetal in poi. I Saurom sono i menestrelli dei nostri giorni ed il loro stile inconfondibile e le emozioni che riescono a trasmettere li rendono una band unica nel panorama metal/rock mondiale. L'anno 2016 festeggierà i 20 anni di carriera della band e siamo davvero curiosi di scoprire che sorprese ci regaleranno Narci, Miguel, Antonio, Raul, Santi e José.

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 08 Gennaio 2016 06:52
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