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VALIDO FULL LENGHT PER I KUPID'S KURSE VALIDO FULL LENGHT PER I KUPID'S KURSE Hot

VALIDO FULL LENGHT PER I KUPID'S KURSE

recensioni

titolo
Decahedron
etichetta
Revalve Records
Anno

Line Up:

 

Emi: voce

Cez: batteria

Jack: chitarra

Rob: chitarra

Igor: basso

 

Tracklist:

 

1 Corrupted

2 Foreboding Visions

3 The Blight

4 A Dreamless Machine

5 Engulfed By Darkness

6 Misanthropic Entrapment

7 The Possession

8 Eyes

9 The Modern Prometheus

10 Lunar Mutation

 

 

opinioni autore

 
VALIDO FULL LENGHT PER I KUPID'S KURSE 2013-10-11 07:59:33 Michele Alluigi
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Michele Alluigi    11 Ottobre, 2013
Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Primo full lenght per gli svizzeri Kupid's Kurse, che portano a compimento con questo lavoro il primo capitolo della loro sperimentazione sonora. Fondamentalmente il genere proposto è un death metal molto tecnico e d'avanguardia, che esplora altri diversi meandri sonori quali thrash, black ed hardcore, inserendo anche parti orchestrali ed elettroniche che rendono il tutto decisamente modern oriented. Per quanto riguarda l'utilizzo di queste ultime il richiamo va in automatico agli Hypocrisy, complici anche le tematiche a sfondo fantascientifico dei loro testi che seguono l'esempio tracciato da Peter Tagtren e soci. Già dalla opener “ Corrupted”, di cui la conclusione di pianoforte merita una particolare menzione, i Kupid's Kurse vertono alla modernità, richiamando all'orecchio le sferzate di gruppi come Whitechapel, Parkway Drive e War From The Harlots Mouth; non certo sonorità per i fans del death metal puristi ed oltranzisti, ma comunque interessanti e fortunatamente esenti dai soliti clichè che ahimè al giorno d'oggi infestano i generi più nuovi come lo screamo ed il metalcore.
A partire da tracce come “Foreboding Visions” il sound si orienta più verso il death più granitico di modelli come Hate Eternal e Crytopsy, unica pecca forse la scelta dello screaming secco da parte di Emi, la cui performance si rivela decisamente migliore nelle parti eseguite in growl come l'incipit di “A Dreamless Machine”. Il songwriting del lavoro comunque è ricco e variegato, molto coinvolgente per l'ascoltatore e decisamente trascinante per quanto riguarda il tiro ed il groove; anche sul piano della produzione siamo su un livello decisamente eccellente, l'equalizzazione ed il lavoro di mastering conferiscono una resa davvero ottimale a queste dieci canzoni. Pur non essendo un amante di queste sonorità sono contento di poter definire i Kupid's Kurse come una di quelle rare eccezioni che fanno ben sperare nell'evoluzione del metal e che non ci condannano a subire i solisti stereotipi del mainstream.

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