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C'è davvero da inchinarsi dinanzi il nuovo disco degli Aska! C'è davvero da inchinarsi dinanzi il nuovo disco degli Aska! Hot

C'è davvero da inchinarsi dinanzi il nuovo disco degli Aska!

recensioni

gruppo
titolo
Fire Eater
etichetta
Pure Steel Records
Anno
1. Everyone Dies
2. Dead Again
3. Vahalla
4. Son Of A God
5. Angela
6. Harlot Of Eden
7. Red Cell
8. The Ripper
9. Year Of Jubilee
10. The Last Message
11. Eye Of The Serpent
 
LINE-UP
George Call – vocals, guitars
Chris Menta – guitars 
Keith Knight – vocals, bass
Danny White - drums

opinioni autore

 
C'è davvero da inchinarsi dinanzi il nuovo disco degli Aska! 2013-10-12 09:57:48 Federico Orano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Federico Orano    12 Ottobre, 2013
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Grandissimo, grandissimo disco di US power - heavy metal in arrivo dagli Stati Uniti con il ritorno degli Aska. Voce favolosa e canzoni fresche capaci di risultare potenti e melodiche allo stesso tempo. Avevo già sentito nominare la band in precedenza ed infatti gli Aska non sono dei principianti; band storica degli anni 80 proveniente dal Texas con in formazione un certo George Call al microfono (ex-OMEN) e alcuni dischi di un certo peso per il genere come “Nine Tongues” e “Avenger”. 6 anni dopo il loro ultimo disco ("Absolut Power") eccoli tornare con "Fire eater", un lavoro composto da 11 brani mozzafiato che uniscono il sound di Judas Priest, Iced Earth e Jag Panzer, con una produzione di assoluto livello.

Songs come l'opener "Everyone dies" sono dei macigni sonori che vi faranno agitare la testa con riff granitici ed una sessione ritmica spaccaossa. Inoltre la band riesce sempre ad inserire dei bei ritornelli melodici che rendono i brani completi e adatti sia ad un pubblico prettamente heavy che a tutti quelli che hanno bisogno di buone melodie da canticchiare, come il sottoscritto. "Dead again" segue il sound del pezzo d'apertura anche se meno tirato, e con la voce roca e potente di George vera protagonista. L'epica "Valhalla" piace con il suo incedere, ma gli Aska continuano imperterriti per la loro strada con la convincente "Son of a god" altro ottimo pezzo heavy. C'è spazio anche per una power ballad come "Angela", mentre uno splendido riff ci accompagna attraverso "The ripper" cover dei Judas Priest. L'altro lento del disco è la splendida "Year Of Jubilee" autentica perla, prima della chiusura affidata alla grandisosa heavy song "Eye of the serpent", gran testimonianza del sound Aska.

L'avete capito, questo è un disco imperdibile, una piccola gemma di heavy-US power metal come se ne sentono di rado. C'è davvero da inchinarsi dinanzi il nuovo disco degli Aska!

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