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Running Wild: semplicemente insufficiente Running Wild: semplicemente insufficiente Hot

Running Wild: semplicemente insufficiente

recensioni

titolo
"Resilient"
etichetta
SPV/Steamhammer
Anno

 

Tracklist:

1. Soldiers Of Fortune

2. Resilient

3. Adventure Highway

4. The Drift

5. Desert Rose

6. Fireheart

7. Run Riot

8. Down To The Wire

9. Crystal Gold

10. Bloody Island

 

 

Line-up:

Rolf "Rock'n'Rolf" Kasparek – Guitars, Vocals

Peter "PJ" Jordan – Guitars

Matthias "Metalmachine" Liebetruth – Drums

Peter Pichl - Bass

opinioni autore

 
Running Wild: semplicemente insufficiente 2013-10-12 12:08:57 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    12 Ottobre, 2013
Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un mezzo disco, questa è la definizione corretta per il nuovo album dei Running Wild, intitolato “Resilient”. Fare peggio del suo predecessore “Shadowmaker” era difficile, ma con questo nuovo lavoro di Rock’n’Rolf & C. non mi sento di dire che si siano fatti grossi passi avanti. Accanto a pezzi decenti, ma che non fanno gridare al miracolo, infatti, ci sono un po’ troppi brani che faticano a decollare ed, ascolto dopo ascolto, finiscono per annoiare dando spazio alla tentazione di “skippare” al brano successivo. Curiosamente ho trovato che i brani migliori mi sembrano essere quelli in cui il ritmo imposto dalla batteria è più frizzante; ecco quindi che “Soldiers of fortune” (furbamente piazzata all’inizio del disco!), “Run riot” (altro pezzo tra i migliori), “The drift”, “Fireheart” ed “Adventure highway” sono quelle più veloci ed adrenaliniche, nonché quelle che incontrano maggiormente i miei favori. Notevole anche la suite “Bloody island”, in cui si sente l’eco dei vecchi Running Wild con le loro atmosfere più “piratesche”. Alla fin fine, non dispiace nemmeno “Desert rose”, brano più lento e roccioso nella tradizione della band. Non sono, invece, proprio riuscito a digerire la title-track “Resilient”; che Kasparek non sia mai stato un gran cantante lo si è sempre saputo, ma in questo brano regala una prestazione davvero sotto tono, per non dire scadente. Alquanto monotone, se non anche noiose, “Down to the wire” e “Crystal gold”, troppo mosce e prive di mordente per i miei gusti; i Running Wild hanno da sempre nella loro carriera alternato nei loro lavori brani veloci e ritmati, ad altri più lenti; in questi ultimi, però, hanno sempre messo quella cattiveria e quelle atmosfere trascinanti che purtroppo nei due brani in esame non ho riscontrato, quasi fossero dei meri filler piazzati lì per “allungare il brodo”, nonostante una composizione poco ispirata. Da segnalare anche una versione limitata in digipack, con 2 bonus tracks che, purtroppo, non ho avuto a disposizione per la recensione. Ci si aspettava molto da questo album, anche per una campagna pubblicitaria notevole e per una copertina che ritornava a proporre Adrian, la mascotte della band, in primo piano, ma purtroppo la qualità della proposta musicale non è stata all’altezza. Se, infatti, mettessimo a confronto questo “Resilient”, con dischi storici della band come “Pile of skulls”, “Death or glory”, “Port royal”, ecc. ecc., davvero saremmo di fronte ad un paragone impietoso. Caro Rock’n’Rolf, mi dispiace, ma nemmeno questa volta sei stato in grado di non far sfigurare il brillante passato dei tuoi Running Wild! Ed ora scusate, ma vado a rifarmi con qualche vecchio disco al grido di “Ready for boarding?”.

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