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The Dance Machine: esterofilia applicata alla materia Dance/EBM The Dance Machine: esterofilia applicata alla materia Dance/EBM Hot

The Dance Machine: esterofilia applicata alla materia Dance/EBM

recensioni

gruppo
titolo
The Dance Machine
etichetta
autoprodotto
Anno

01. Tanz Der Maschinen

02. Supernova

 03. Ghost Soldier

04. Radio Noize

05. NakeDistortions

06. Beat My Score

07. Blackheart (Deuxvolt Industrial Rmx)

 08. Circuit Lines

09. Tanz Der Maschinen (EBM Remix)

10. War Frequencies

11. New Deux (feat Zerohm)

12. Interstellar Space (Supernova reprise) 

opinioni autore

 
The Dance Machine: esterofilia applicata alla materia Dance/EBM 2013-10-13 11:49:04 Davide Pappalardo
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Davide Pappalardo    13 Ottobre, 2013
Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 2013
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il progetto nostrano “Just Deux” presenta sin dal nome del suo lavoro il suo scopo dichiarato: produrre musica da Dancefloor alternativo sulle stesse onde, almeno nelle intenzioni, dei conterranei XP8 e dei gruppi da Club ormai affermati da anni come i Combichrist, Vnv Nation, Grendel etc.
Va subito detto: l’originalità non è per nulla di casa qui, e chi già conosce la scena e i suoi epigoni già conosce il contenuto sonoro della proposta: beat incalzanti, voci filtrate elettronicamente, ritmi presi dalla trance anni ’90, insomma tutti gli elementi che ormai da anni costituiscono al base per brani pensati, studiati, e creati, per la fruizione nel contesto della pista e non per ascolti casalinghi.
Largo quindi a pezzi come “Radio Noize” o “Tanz Der Maschinen” dove la sostanza poco cambia così come i suoni sempre similari tra loro e la struttura dei brani sempre uguale, mentre in pezzi come “Ghost Soldier” si tenta una deriva leggermente più aggressiva, ma senza allontanarsi dai suoni patinati e senza mai avventurarsi nel Electro-Industrial propriamente detto.
Una descrizione dettagliata dei vari pezzi è assolutamente inutile data la natura similare dei brani dell’album (per non parlare dei remix di pezzi già proposti in altri punti del lavoro) il quale non è altro che una raccolta di pezzi Dance che come accennato all’inizio si rifanno a quanto da anni accade in terra straniera, pezzi che di sicuro svolgono il loro compito nel contesto per il quale sono stati creati, ma che offrono molto poco al di fuori di esso.
Se siete quindi amanti delle serate Cyber e volete portarle con voi ovunque questo lavoro può fare per voi, per chi magari come il sottoscritto ha già dato al riguardo anni fa e sentito mille volte pezzi uguali identici in quel periodo il lavoro può suonare alquanto tedioso e francamente inutile; non me la sento di bocciare in toto l’album perché è suonato anche bene pur senza voli pindarici o sorprese, ma non si può andare oltre la sufficienza e di sicuro siamo difronte ad un progetto che ha tutti i limiti e i problemi della scena chiusa e stantia a cui fa riferimento, ormai autoreferenziale fino al parossismo.

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