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DA AOSTA IL MODERN DEATH DEI RAGESTORM DA AOSTA IL MODERN DEATH DEI RAGESTORM Hot

DA AOSTA IL MODERN DEATH DEI RAGESTORM

recensioni

gruppo
titolo
"The Thin LineBetween Hope And Ruin"
etichetta
autoprodotto
Anno

Line Up:

Marke : voce

Kolla: basso

Rufio: chitarra

Tele: chitarra

Bunna: batteria

Tracklist:

1 The Meatgrinder Theory

2 Debt Ritual

3 Polysilicotetrapropyvinylfluoretharene

4 Moloch

5 Idiocracy

6 Acid Tears

7 Hari Seldon's Speech

8 The Thin Line Between Hope And Ruin

9 Soldiers Of A Lost War

10 New World Disorder

11 Reaching The Impossible

opinioni autore

 
DA AOSTA IL MODERN DEATH DEI RAGESTORM 2013-10-13 14:06:02 Monica Meistro
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Monica Meistro    13 Ottobre, 2013
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I Ragestorm sono una band death metal proveniente da Aosta che dopo alcuni EP giunge alla pubblicazione del primo full lenght. Il loro è un metal estremo decisamente modern oriented, che guarda a gruppi come In Flames, Soilwork e Dark Tranquillity come fonti di ispirazione principali e fa del dinamismo l'elemento caratterizzante del proprio songwriting. Le canzoni possiedono un tiro decisamente travolgente ed un groove molto ben architettato ed articolato; elementi ritmici come stop and go, cambi di tempo e raddoppi di cassa fanno si che la struttura ritmica della batteria di Bunna, assieme al basso di Kolla, sia solida e ben salda in ogni passaggio. Le chitarre di Tele e Rufio godono di suoni taglientissimi, granitiche ed incalzanti nelle parti ritmiche e limpidissime negli assoli e nelle parti in pulito. La proposta dei valdostani quindi si presenta decisamente interessante per tutti gli amanti delle sonorità più nuove ed ispirate dalla corrente melodic death metal svedese, pur non tralasciando spunti più thrash e death metal vecchio stile ed idee più sperimentali; in questo senso troviamo “ Hari Seldon's Speech”, una traccia industrial ricca di campionamenti elettronici, forse un po' dissonante col resto dell'album, ma va riconosciuto ai Ragestorm il merito di non tralasciare anche questi frangenti per arricchire il loro sound. Altri brani come “Moloch”, “Acid Tears” e “ Soldiers Of A Lost War”, per citare alcuni esempi, sono vere e proprie sferzate di un death metal decisamente fresco ed originale, che consente a questa frangia del metal estremo di evolversi e rinnovarsi; non resta che aspettare il loro prossimo lavoro, vivamente consigliati.

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