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Iron Kingdom, heavy metal old school Iron Kingdom, heavy metal old school Hot

Iron Kingdom, heavy metal old school

recensioni

titolo
Gates Of Eternity
etichetta
autoprodotto
Anno

Songs:

 

At The Gates

Chains Of Solitude

Demon Of Deception

Candeloro

Guardian Angel

At Home In The Dark

Crowned In Iron

Egypt (The End Is Near)

Shadow Of Death


Line-up:


Leighton Holmes:Bass, Vocals (backing)

Amanda Osterman: Drums, Vocals (backing)

Chris Osterman:Guitars (lead), Vocals (lead)

Kenny Kroecher: Guitars (lead, rhythm)

opinioni autore

 
Iron Kingdom, heavy metal old school 2013-11-21 12:31:27 Marco Doné
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marco Doné    21 Novembre, 2013
Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 2013
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Il Nord America in generale, ed il Canada in particolare, si sta rivelando la fucina della rinascita dell’heavy metal più puro. Si potrebbe iniziare a tessere un elenco di nomi uno più interessante dell’altro. Proprio dal Canada arrivano gli Iron Kingdom e con questo “Gates Of Eternity” realizzano il loro secondo disco. La cosa più difficile nell’affrontare il loro secondo lavoro è sopravvivere alla pessima copertina… Se ci riuscite, ed iniziate l’ascolto del disco, potreste trovare del materiale interessante! Il sound proposto dagli Iron Kingdom è puro heavy metal ottantiano con forti influenze epiche. La scelta dei suoni e la produzione del disco accentua questa direzione musicale, le chitarre son tutt’altro che “grosse” e “compresse” come va di moda ai giorni nostri ma bensì, con un che di nostalgico, sono “leggere”, “pulite”. Anche la scelta dei suoni di batteria e basso proseguono in questo sentiero. Il sound della band ha una piccola particolarità, riesce a mettere insieme le influenze heavy ottantiane sia della scuola inglese che di quella americana con qualche piccolo riferimento, nella solistica, alla lezione impartita dalla scuola tedesca. I singoli mettono in mostra ottime capacità tecniche e le composizioni, sebbene non dicano nulla di nuovo, si lasciano ascoltare con piacere. Ovviamente non tutto gira alla perfezione e qualche passaggio forzato riduce la qualità delle canzoni. Un esempio di questo è la suite “Egypt (The End Is Near)” in cui le interessanti soluzioni della band non sempre filano lisce come dovrebbe essere. Altro punto negativo del disco è la presenza di qualche soluzione un po troppo "pacchiana", come ad esempio l’inizio della opening track “At The Gates” che ne riduce, e non di poco, la resa. Ma gli Iron Kingdom, nella loro fede imperitura alla causa dell’heavy metal, regalano anche delle canzoni molto interessanti. “Guardian Angel” è una delle migliori del lotto, forse quella che presenta un maggior riferimento alla scena americana. E vuoi per la timbrica di Chris Osterman che in alcuni frangenti ricorda addirittura un certo John Arch, la canzone ha un che di Fates Warning prima era. Ascoltate il ritornello e poi mi direte. Abbiamo nominato Chris Osterman, il suo cantato è veramente debitore agli anni ottanta, le linee vocali da lui tracciate sono facilmente ricoduncibili a nomi come Rob Halford e James Neal. Notevole è anche la sua prestazione alla sei corde, solistica impeccabile, estrema pulizia d’esecuzione. Altra canzone molto interessante è la strumentale “Candeloro”. Ottime le atmosfere ottenute dalla combinazione di piano e tastiere, ottima la solistica di Osterman. La canzone è molto evocativa e per certi versi ricorda la musica da camera. Da segnalare anche “At Home In The Dark” dalle chiare influenze inglesi e, sebbene abbia qualche passaggio a vuoto, va segnalata anche “Crowned In Iron” in cui lo spettro degli Iron Maiden è ben presente. “Chains Of Solitude” e “Demon Of Deception” sono canzoni che faranno la gioia dei defender più puri e “Shadow Of Death”, una sorta di requiem, chiude degnamente il disco. Detto questo, credo sia facile capire da chi potrà esser apprezzato questo lavoro… Non inventeranno nulla di nuovo, non saranno i primi della classe ma l’uderground ha bisogno di band come gli Iron Kingdom.

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