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In Victory: un nome da annotare In Victory: un nome da annotare Hot

In Victory: un nome da annotare

recensioni

titolo
“Kill the traitors/You are the one"
etichetta
Autoproduzione
Anno

 

TRACKLIST:

Kill the traitors

You are the one

 

 

LINE UP:

Su “Kill the traitors”:

Víctor Metal-Machine - Guitars, orchestral arrangements

Stéphane Fradet – Vocals

Jorge Ortega – Bass

Aaron Minich (from Nekrogoblikon) – Piano

Jarmo Pikka (from Omnium Gatherum) - Drums

 

Su “You are the one”:

Víctor Metal-Machine - Guitars, keyboards and drums programming, orchestral arrangements

Stéphane Fradet – Vocals

Samy Saemann (ex-Freedom Call) - Bass

opinioni autore

 
In Victory: un nome da annotare 2014-02-10 16:36:06 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Febbraio, 2014
Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 2014
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli In Victory sono il progetto del chitarrista spagnolo Víctor Metal-Machine e questa recensione riguarda i due singoli realizzati dalla band, intitolati “Kill the traitors” e “You are the one”. Perchè riunire tutto in una sola recensione allora dato che si tratta di due singoli distinti? Di fatto, ci troviamo davanti a poco più di 5 minuti di musica che sono effettivamente abbastanza pochi per realizzare un giudizio coerente, figurarsi se lo si doveva fare solo per un brano di nemmeno 2 minuti, come appunto “Kill the traitors”. Essendo in programma presto la realizzazione di un album vero e proprio, si è ritenuto opportuno dare comunque spazio in un’unica recensione a questi due lavori, seppur entrambi di così breve durata. Il genere suonato dagli In Victory è un velocissimo power metal, con leggere influenze neo-classiche, molto vicino alla scuola scandinava di gente come Dreamtale o Crystal Eyes. Essendo un progetto di un chitarrista, naturalmente lo strumento principale è appunto la chitarra, devo dire suonata magistralmente da Víctor, mentre le tastiere sono un po’ relegate ad un ruolo secondario, soprattutto su “You are the one”. Non male la voce di Stéphane Fradet, espressiva ed aggressiva a dovere e mai troppo stridula o eccessivamente acuta. Per il resto la formazione cambia nei due brani e ritengo doveroso segnalare la presenza su “You are the one” di Samy Saemann, ex-bassista dei Freedom Call. Come detto, ciò che ho potuto ascoltare sono 2 brani di velocissimo power metal, molto orecchiabile e frizzante, anche se non proprio originalissimo. A tal proposito, ritengo doveroso sottolineare che, seppur è innegabile che la musica degli In Victory non sia innovativa, si lascia ascoltare che è un piacere, coinvolge e regala adrenalina ed energia, particolari che, a voler essere schietti e sinceri, sono quelli che servono nella buona riuscita di un lavoro. “Kill the traitors” è troppo breve per poter esprimere un giudizio razionale (finisce sul più bello!), ma lascia comunque sensazioni positive; “You are the one”, pur essendo il pezzo migliore ed obiettivamente più godibile, ha il difetto di non avere una batteria vera e propria e, soprattutto sui piatti, questa mancanza si sente terribilmente. Augurandoci che, attorno a Víctor Metal-Machine ed a Stéphane Fradet, gli In Victory possano diventare una band vera e propria e che sull’album in lavorazione i difetti del drums programming spariscano sostituiti da una batteria reale, non resta che fare un grosso in bocca al lupo a questi spagnoli. Ad majora!

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