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Dalla Germania il mediocre power metal dei Medusa's Child Dalla Germania il mediocre power metal dei Medusa's Child Hot

Dalla Germania il mediocre power metal dei Medusa's Child

recensioni

titolo
Damnatio Memoriae
etichetta
Pure Steel Records
Anno

Crow – Vocals / Backing Vocals
Toni Bettschen – Guitars
Cyrill Probst – Guitars
Markus Moser – Bass
Adrian Jüsy – Drums

 

1. Sun is the Witness
2. Unchained Soul
3. Run With The Wolf
4. Three Clowns
5. Children Of The Sun
6. Destiny
7. Prelude of Tragedy
8. Wounded Knee
9. Frozen Ground
10. The Old Men Say
11. Resurrection of a Dream
12. Brave
13. The Earth Only Endures
14. Birth Of Betrayal
15. Damnatio Memoriae
16. Funeral Of Hatred

opinioni autore

 
Dalla Germania il mediocre power metal dei Medusa's Child 2014-02-14 07:41:44 Celestial Dream
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Celestial Dream    14 Febbraio, 2014
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Avevo sentito parlar bene di questo disco, addirittura ricordo di aver letto alcune recensioni di colleghi entusiasti che li paragonavano ai primi Hammerfall e Gamma Ray. Se poi consideriamo che la Pure Steel ogni tanto ci piazza qualche colpo a sorpresa (come i We are legend), capite perche mi sono fiondato all'ascolto di "Damnatio Memoriae". I Medusa's Child provengono dalla Germania e hanno tre dischi alle spalle, compreso questo che andiamo ad analizzare, che in origine fu stampato nel 2009 dalla Black Board Records (in pratica è stato ristampato nel 2013 dalla Pure Steel).

Tutto il mio entusiasmo iniziale è stato però presto placato ascoltando i brani. Le songs contenute in questo disco sono piuttosto piatte, mancano i ritornelli e le melodie che hanno reso celebri le bands a cui i Medusa's Child son stati paragonati e la voce di Crow lascia un pò di amaro in bocca. E poi ci sono troppi brani, interludi e intro (inutili) che rendono il lavoro dispersivo. Era decisamente meglio concentrarsi su 9-10 pezzi per 45 minuti, lasciando da parte tutte quelle cose in più e riuscite peggio (e vi assicuro che di tracce da escludere ce ne sarebbero). E stendiamo un velo pietoso sulla copertina visto che raramente ho visto di peggio. Qualcosa di buono si sente con la title track, bel mid tempo melodico che però in certi momenti si perde (vedi la parte sinfonica centrale), "Destiny" che presenta un bel ritornello e "Unchained soul" power song d'apertura in stile Stratovarius, ma è con la favolosa ballata "The old man say" che si arriva al top del disco (questa si che ricorda un pò il sound di quel magico disco che fù "Glory to the brave"). Peccato che in generale i brani non esaltano e se si suona power metal e non si riesce ad appassionare l'ascoltatore dopo qualche ascolto allora c'è un problema.

Nonostante quello che la Pure Steel vuole farci credere, questo è un disco mediocre, nulla più, quindi il mio consiglio è di dirottarvi altrove. La band sta lavorando sul nuovo album che vedrà la luce entro l'anno 2014 e speriamo che le cose andranno meglio. Hammerfall? Gamma Ray? Qui neanche l'ombra..

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