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POESIA E TEATRALITA' DE Il SEGNO DEL COMANDO POESIA E TEATRALITA' DE Il SEGNO DEL COMANDO Hot

POESIA E TEATRALITA' DE Il SEGNO DEL COMANDO

recensioni

titolo
"Il Volto Verde"
etichetta
Black Widow Records
Anno

Line Up:

 

Diego Banchero: basso, basso fretless, tastiere, theremin

Maethelyiah: voce

Giorgio Cesare Neri: chitarra

Fernando Cherchi: batteria e pecussioni

Maurizio Pustianaz: tastiere piano, organo

Roberto Lucanato: chitarra

Davide Bruzzi: chitarra

 

 

Tracklist:

 

1 Echoes

2 La Bottega Delle Meraviglie

3 Chidher Il Verde

4 Trenodia Delle Dolci Parole

5 Il Rituale

6 La Congrega Dello Zee Dyck

7 Il Manoscritto

8 L'Evocazione Di Eva

9 Retrospettiva Di Un Amore

10 Usibepu

11 L'Apocalisse

12 Epilogo

 

 

opinioni autore

 
POESIA E TEATRALITA' DE Il SEGNO DEL COMANDO 2014-03-05 09:17:41 Michele Alluigi
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Michele Alluigi    05 Marzo, 2014
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un'intro maestosa e decisamente pink floydiana apre questo nuovo lavoro de Il Segno Del Comando, storico nome del progressive rock italiano nato a Genova nel 1995 ed attivo ancora oggi. Di fronte a realtà così storiche dovrebbe essere la musica a parlare, ed infatti “La Bottega Delle Meraviglie” alza subito il tiro: groove, melodia e ritmo Catchy sono gli ingredienti principali di questo brano, la voce di Maethelyiah è squillante e potente, ricca di tono teatrale e pathos che la rendono intrigante e suggestiva, ideale per una qualsiasi soundtrack cinematografica.
Decisamente più sacrale e spiritica è la successiva “Chidher Il Verde”, lo stile è tipico del gruppo genovese, tanto atmosferico quanto coinvolgente è stata proprio questa matrice a renderne interessanti alla critica i lavori; ogni brano infatti racchiude in sé una proprio storia, fatta di fantasia ed immaginazione onirica perfettamente resa con l'utilizzo di echi e delay nelle parti vocali che rendono la voce quasi un ente trascendentale uscente dai diffusori. Il concept stesso dell'album è incentrato sull'opera omonima di Gustav Meyrinc, romanzo che rappresenta esso stesso il testamento spirito-concettuale dell'autore; l'album quindi si pone come lavoro per palati più raffinati, abili per apprezzare sia la letteratura che il sound ad essa ispirato. Apice di poesia dell'intero lavoro è la “Trenodia Delle Dolci Parole”, dove la melodia ed il sentimento raggiungono livelli al pari della recitazione teatrale. Un lavoro quindi complesso ma altrettanto affascinante, assolutamente imperdibile per gli amanti del prog e della poesia.

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