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DISCO TROPPO COMPLESSO DEI PHOBIC PLEASURE DISCO TROPPO COMPLESSO DEI PHOBIC PLEASURE Hot

DISCO TROPPO COMPLESSO DEI PHOBIC PLEASURE

recensioni

titolo
"Castigat Ridendo Mores"
etichetta
Revalve Records
Anno

Line Up: 

Il professor Morte: voce

Alamet Augleb Aloem Ras: chitarra

Aguinaga: basso

The Horrible Old: batteria


1. La camera oscura delle punizioni dei bambini
2. El Serpente!
3. Miss K Loreena (so fuckin' sick)
4. Il pranzo di Trimalcione
5. Martin Blanchard
6. La Testa che parla
7. Big Bamboo
8. Le colline hanno gli occhi
9. Tentata strage

 

opinioni autore

 
DISCO TROPPO COMPLESSO DEI PHOBIC PLEASURE 2014-03-25 15:05:53 Monica Meistro
voto 
 
2.0
Opinione inserita da Monica Meistro    25 Marzo, 2014
Ultimo aggiornamento: 25 Marzo, 2014
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sicuramente i Phobic Pleasure non hanno paura di attuare molteplici sperimentazioni in ambito musicale; sulla loro pagina facebook si definiscono infatti come "i Darkthrone intenti ad abusare dei King Crimson", come concetto ci siamo, ma il risultato finale purtroppo risulta un miscuglio di influenze ed idee che non sempre si articolano bene fra loro. Già dalla opener si sente che il livello tecnico del gruppo è notevolmente alto, ma nell'arco di un minuto su sette di canzone la batteria effettua diversi cambi e stop and go, il che rende abbastanza difficile seguirne lo svolgimento. L'impatto è decisamente d'effetto, la furia che scatenano i Phobic Pleasure ricorda i Napalm Death ed i Cripple Bastards, un grindcore tecnicissimo che sicuramente sbalordirà gli amanti del genere, ma che si pone come decisamente troppo complicato per le orecchie non avulse a tali sonorità. A rendere difficoltoso lo scorrimento di vari brani sono i numerosissimi inserti, che spaziano dagli effetti tecnologici semi industrial, a degli inserti di sassofono ed ai parlati; decisamente ben strutturati sono i riff di chitarra, che nell'insieme ricordano sonorità a metà fra il thrash metal ed il death metal tecnico, ma purtroppo ogni passaggio si esaurisce prima ancora di essere pienamente apprezzato. Di sicuro i Phobic Pleasure non hanno paura di essere irriverenti nelle liriche (il ritornello di "Big Bamboo", giusto per citarne uno, non ha bisogno di chiarimenti ulteriori) e, come accennato poc'anzi, sono musicisti di notevole livello, ma in "Castigat Ridendo Mores" hanno inserito decisamente troppa roba per un album solo. Auspichiamoci che nella prossima uscita mirino ad una maggiore linearità compositiva.

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