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Un discreto secondo album per i tedeschi Gloryful Un discreto secondo album per i tedeschi Gloryful Hot

Un discreto secondo album per i tedeschi Gloryful

recensioni

gruppo
titolo
“Ocean blade”
etichetta
Massacre Records
Anno

 

TRACK LIST:

01. Hiring the dead

02. E mare e libertad

03. Ocean blade

04. The masters hands

05. Cradle of heroes

06. Black legacy

07. All men to the arms

08. McGuerkin on the bridge

09. Siren song

10. Ocean legacy

 

LINE-UP:

 

Johnny La Bomba - Lead Vocals, 12-String Acoustic Guitar

Jens “Shredmaster JB” Basten - Lead And Rhythm Guitar, Backing Vocals

Vittorio “Vito” Papotto - Lead And Rhythm Guitar, Backing Vocals

Daniel “Danij” Perl - Bass, Backing Vocals

Hartmut Stoof - Drums

opinioni autore

 
Un discreto secondo album per i tedeschi Gloryful 2014-04-26 20:31:52 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    26 Aprile, 2014
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo l’interessantissimo debut dello scorso anno, tornano i tedeschi Gloryful con un nuovo disco intitolato “Ocean blade”. Rispetto al precedente lavoro, c’è da registrare l’ingresso in formazione del nuovo bassista Daniel “Danij” Perl, anche se le registrazioni del disco le ha comunque realizzate il precedente musicista Oliver Karasch che appunto ha lasciato la band subito dopo. A parte questa novità, null’altro pare cambiato per i Gloryful, di conseguenza se vi è piaciuto “The warrior’s code”, molto probabilmente gradirete anche questo “Ocean blade”; al contrario, se non avete apprezzato il primo disco, non sarà certo questo secondo lavoro a farvi cambiare idea su questa band tedesca, ma con un membro dalle chiare origini italiane (il chitarrista Vittorio “Vito” Papotto, infatti, ha il padre italiano). Resta quindi il vocione così particolare e ruvido (che a me continua a non piacere) del singer di origini filippine Johnny La Bomba, restano le tematiche fantasy nei testi, restano ritmiche sostenute e frizzanti, resta una notevole orecchiabilità ed una buona capacità di trascinare e coinvolgere l’ascoltatore, tanto che credo questi pezzi abbiano la loro miglior resa dal vivo, più che da studio. Restano però anche il difetto della scarsissima originalità, così come il problema della voce del singer che certo non ha un’ugola raffinata ed, a parte una indiscussa carica di energia, non può certo regalare acuti o particolare espressività. Qualcuno potrà obiettare che nel power tedesco sono rare le voci cristalline e che spesso “ci si accontenta”, ma personalmente per il power metal preferisco voci più pulite ed espressive. Venendo al disco, “Ocean blade” è composto da 10 brani e, seppur finalmente ci troviamo davanti ad un lavoro che non ha le solite inutilissime intro, c’è purtroppo “Ocean legacy” in chiusura che non è altro che una outro strumentale, semplice e per nulla fondamentale! Il livello qualitativo è sempre elevato e non ho trovato brani non coinvolgenti o filler di sorta; l’ascolto è indubbiamente agevolato dalla notevole orecchiabilità, insita in questo particolare genere musicale. Tra i vari pezzi, segnalerei le velocissime “The masters hand”, “All men to the arms” e “Siren song” (che renderebbe molto meglio con un cantante più capace!), mentre credo che l’apice a livello qualitativo si raggiunga con l’acustica folkeggiante “Black legacy”. Tirando le somme, “Ocean blade” del Gloryful è un buon disco, nella classica tradizione del power made in Germany; se quindi siete fans di questo particolare genere di sonorità, dovete obbligatoriamente farlo vostro, in caso contrario meglio dare un ascolto, prima di un eventuale acquisto. A me, nonostante tutto, è piaciuto, per cui: “pollice su”.

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