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Thrash old school per gli Hidden Intent Thrash old school per gli Hidden Intent Hot

Thrash old school per gli Hidden Intent

recensioni

titolo
“Walking through hell"
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Confession

2.      Walking through hell

3.      Through your eyes

4.      Betrayed

5.      Die inside

6.      Good friday thrash

7.      Get what you can get

8.      Face your demon

9.      Creature of habit

10.  Bass wankage

11.  Black hole

 

 

 

LINE UP:

Phil Bennet – Guitar, backing vocals

Jay Rahaley – Lead drums

Chris McEwen – Lead bass, lead vocals

opinioni autore

 
Thrash old school per gli Hidden Intent 2014-04-26 20:36:55 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    26 Aprile, 2014
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Hidden Intent arrivano dall’Australia e, grazie alla sempre attenta Punishment 18 Records, riescono a pubblicare il loro debut album intitolato “Walking through hell”. Il genere suonato da questi tre metalheads è un thrash molto arrabbiato, in grado di far sbattere il capoccione su e giù in furioso headbanging per tutta la durata dell’album di poco più di ¾ d’ora. Si potrà obiettare che Chris McEwen rende molto meglio come bassista (ascoltatelo nell’attacco iniziale di “Betrayed” o in “Bass wankage”), piuttosto che come singer, dato che la sua voce non è nulla di particolare; si potrà aggiungere anche che l’originalità risiede lontano dagli Hidden Intent, ma alla fine non mi pare che sia la ricerca dell’originalità il fine di questi tre australiani, quanto quello di picchiare giù duro e non lasciare superstiti nel moshpit. E se sono queste le intenzioni della band, indubbiamente l’obiettivo è raggiunto; “Walking through hell” è infatti composto da nove brani (cui si aggiunge l’inutile intro “Confession” e l’assolo di basso “Bass wankage”) che sono delle vere e proprie rasoiate, nove mazzate sulle gengive che sprigionano energia come solo il buon vecchio thrash è in grado di fare. Ecco, un altro particolare del sound degli Hidden Intent è che non strizza l’occhio a sonorità moderne, ma si ispira fortemente alla vecchia scuola della Bay-Area americana ed, in genere, al thrash degli anni ’80 e primi ’90. Se, quindi, siete nostalgici di queste sonorità e vivete di thrash metal, direi che questo debut album degli Hidden Intent andrà sicuramente incontro ai vostri favori; in caso contrario, forse è meglio un ascolto preventivo, al fine di decidere se investire, o meno, i vostri soldi in un lavoro sicuramente decente ed onesto ma che, comunque sia, non passerà alla storia del thrash.

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