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Essenza, un nuovo disco molto interessante Essenza, un nuovo disco molto interessante Hot

Essenza, un nuovo disco molto interessante

recensioni

gruppo
titolo
Blind Gods And Revolutions
etichetta
SG Records
Anno

Tracklist


Plastic God (An Autumn Dream)

Bloody Spring

The Song Inside

The Fury Of The Ancient Witch

Lost and Blind

Fight For Change

Seagulls In The Night

Time (Keep My Memories Alive)


Lineup

 

Alessandro S. Rizzello : Bass

Paolo Colazzo : Drums

Carlo G. Rizzello : Vocals, Guitars

 

 

opinioni autore

 
Essenza, un nuovo disco molto interessante 2014-06-15 19:18:59 Marco Doné
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Marco Doné    15 Giugno, 2014
Ultimo aggiornamento: 15 Giugno, 2014
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Arrivano da Lecce gli Essenza, heavy metal band attiva dal 1993, ed il nuovo “Blind Gods And Revolutions” è il loro quarto full length. La band pugliese ha avuto un evoluzione costante, dall'hard rock/blues cantato in italiano degli esordi, all'heavy metal cantato in inglese dell'ultimo periodo. Quest'evoluzione ha iniziato a realizzarsi dopo l'innesto in formazione del talentuoso Paolo Colazzo alla batteria avvenuto nel 2004. Come dicevamo, gli Essenza ora suonano heavy metal, un heavy metal melodico in cui troviamo influenze derivanti dalla nwobhm, dal prog e dalla scena settantiana. Fa capolino pure un pizzico di thrash, riconducibile soprattutto nel chitarrismo di Carlo Rizzello che risulta, in un certo qual modo, influenzato dall'ultimo Mustaine.
Facendo partire il disco, si nota subito che la band ha esperienza da vendere, le canzoni convincono e riescono ad avere una certa presa sull'ascoltatore. Spiccano sicuramente l'opener “Plastic God”, forse la più prog del lotto, “The Fury Of The Ancient Witch” in cui, vuoi per certi fraseggi chitarristici, vuoi per certe parti vocali, vengon alla mente gli ultimi Megadeth. Da citare anche “Bloody Springs” in cui sono evidenti le influenze nwobhm ed a cui si sommano certe melodie, in particolare nel ritornello, più rock oriented. Semplicemente stupenda l'acustica “Seagulls In The Night” in cui, se ce ne fosse ancora bisogno, Carlo mette in evidenza le sue doti chitarristiche. Ma come dicevamo è l'intero lotto delle canzoni a convincere, le idee della band sono efficaci e ben curate. Un disco suonato con ottima padronanza tecnica in cui spiccano in particolare il drumming di Paolo Colazzo ed il guitarwork di Carlo Rizzello. Dove non convince però “Blind Gods And Revolutions”? Nel suono sicuramente. In certi frangenti la batteria risulta penalizzata, non è ben chiaro se la band volesse avere un suono volutamente retrò, resta il fatto che lascia un po' l'amaro in bocca. Penalizza un po' la resa delle canzoni. Altro punto negativo è la prestazione vocale di Carlo Rizzello. Un ascia di prim'ordine con la chitarra, molto meno convincente dietro al microfono. Purtroppo questi aspetti abbassano un po' le quotazioni di un disco che, se avesse avuto un suono più curato, moderno, e magari un cantante di ruolo, avrebbe potuto dire sicuramente la sua nel panorama nazionale e non solo.

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