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Lothlöryen: un piccolo capolavoro di folk-power Lothlöryen: un piccolo capolavoro di folk-power Hot

Lothlöryen: un piccolo capolavoro di folk-power

recensioni

titolo
“Raving souls society”
etichetta
Power Prog
Anno

 

TRACKLIST:

01. First Raving Steps

02. Face Your Insanity

03. When Madness Calls

04. Hypernotomachia

05. Temples Of Sand

06. A Tale Of Lunacy

07. To Live Forever

08. 1314

09. Burning Jacques

10. Sun Of Delirious

11. My Old Tavern

 

 

LINE UP:

Daniel Felipe (Vocals)

Leko Soares (Guitars)

Tim Alan Wagner (Guitars)

Marshall Godde (Bass)

Marcelo Benelli (Drums)

Leo Godde (Keyboards)

opinioni autore

 
Lothlöryen: un piccolo capolavoro di folk-power 2014-06-28 17:07:22 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    28 Giugno, 2014
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando ho ascoltato le prime note di questo “Raving souls society” dei brasiliani Lothlöryen, ho avuto per un attimo il dubbio di essere all’ascolto del nuovo album dei Blind Guardian, tanto è simile ai bardi di Krefeld lo stile musicale e soprattutto per quanto assomiglia la voce di Daniel Felipe a quella del mitico Hansi Kürsch. Poi mi sono ricreduto e non perché la proposta musicale dei brasiliani sia più scarsa (anzi!), ma semplicemente perché è più indirizzata verso il folk, che verso il power classico della band tedesca. Non conoscevo i Lothlöryen, giunti con questo lavoro, uscito nel 2012, addirittura al loro quarto album, ma grazie alla nuova collaborazione con la label Power Prog, eccoci a parlarne, nonostante la release date risalga ad un po’ di tempo addietro. Come avrete capito, “Raving souls society” è un ottimo esempio di folk-power, molto ritmato ed orecchiabile (ricorda un po’ i vecchi lavori dei nostri Spellblast), frizzante, ricco d’energia ed estremamente godibile. Certamente, qualcuno potrà obiettare che il vocione roco di Daniel Felipe non è il massimo della vita, ma se Hansi Kürsch è un vocalist di livello internazionale, perché anche il buon Daniel Felipe non può raccogliere consensi? Oltretutto, con questo particolare genere musicale, anche un vocione non proprio “elegante” può calzare a pennello, proprio come succede in questo caso. L’album è composto da 10 pezzi, cui si aggiunge un breve intermezzo intitolato “1314” che fa da intro alla successiva “Burning Jacques”. Tutti i pezzi scorrono via piacevolmente e si lasciano ascoltare in maniera davvero gradevole, senza nemmeno un attimo di stanca o noia; forse i Lothlöryen non saranno particolarmente originali, ma di fronte a proposte musicali così ben suonate e realizzate, possiamo anche fregarcene. Mi sono piaciute particolarmente la conclusiva “My old tavern” (che non può non far venire in mente “The bard’s song”!); le atmosfere di “Temples of sand”, le tiratissime “A tale of lunacy” e la già citata “Burning Jacques” (forse il pezzo migliore del disco), la dolcissima “To live forever”, ma anche la frizzante “When madness calls”. Tirando le somme, è stato per me un piacere scoprire questi Lothlöryen, dato che “Raving souls society” è davvero un gran disco, ottimo esempio di folk-power, semplicemente imperdibile per tutti i fans di questo specifico genere musicale.

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