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Eluveitie: Dalle "Origini"... ad oggi

recensioni

gruppo
titolo
Origins
etichetta
Nuclear Blast
Anno

 

01. Origins

02. The Nameless

03. From Darkness

04. Celtos

05. Virunus

06. Nothing

07. The Call Of The Mountains

08. Sucellos

09. Inception

10. Vianna

11. The Silver Sister

12. King

13. The Day Of Strife

14. Ogmios

15. Carry The Torch

16. Eternity

opinioni autore

 
Eluveitie: Dalle "Origini"... ad oggi 2014-09-14 20:19:59 Gianni Izzo
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    14 Settembre, 2014
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2014
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Negli ultimi due anni gli Eluveitie hanno avuto un cambio importante nella propria line-up, infatti la storica violinista Meri Tadić ha lasciato il posto a Nicole Ansperger, consegnando di fatto anche tutte le parti vocali femminili ad appannaggio della sola Anna Murphy.
Nonostante quest’importante cambio, la mente del carismatico singer Christian “Chrigel” Glanzmann non si è certo scoraggiata, infatti ha partorito il nuovo “Origins”, concept a metà tra storia e leggenda, che ruota intorno alle “origini” dei Galli, 16 tracce per 13 canzoni, più i soliti intermezzi narrati.

Agli Eluveitie va il merito di aver trovato la formula vincente e originale nella propria proposta musicale che da 10 anni a questa parte, fatta eccezione per l’acustico “Evocation I”, li rappresenta a pieno, e che ripropongono di album in album, riuscendo a creare capolavori come “Slania”, ottime prove come “Helvetios” e “Spirit”, dischi opinabili come il non particolarmente ispirato “Everything Remains”.

Anche questa volta i giochi non cambiano di molto, produzione ed esecuzione magistrali, arrangiamenti maniacali, brani in bilico tra folk e melodic death (alla maniera di “quelli di Goteborg”), con qualche eccezione qua e la che vede parentesi più tendendi all'etnico, come l’ottima “Celtos” e qualche altra parentesi più dura, come “Inception”, forse il pezzo più estremo che gli Eluveite abbiano fatto fino ad oggi.
La prima parte del disco è una fantastica successione di brani molto ispirati, ad iniziare dall’intro con la sua azzeccata melodia folk che viene poi ripresa da “The Nameless”. Fin da questo brano si evince che gli Eluveitie ci vogliono andare particolarmente pesanti, a dispetto di chi li ha già accusati di essersi svenduti solo per la ballata “The Calls Of The Mountains”, ovvia discendente di “A Rose For Epona”. Per come la vedo, il pezzo ha tutto il diritto di guadagnarsi ottime posizioni nelle classifiche mondiali, ruffiana si, ma con un fantastico e riuscito appiglio, abbellito dalla deliziosa voce della talentuosa Anna Murphy. Finché il gioco è dalla loro parte, ben vengano anche brani come questi, a patto che non rappresentino la parte più importante del disco.

Ed in effetti, a parte una song banalotta, “Vianna” che vuol essere la seconda super ballad del disco, ma non gli riesce un granchè bene, ed a parte qualche refrain più arioso e particolarmente melodico come quello di “Virunus” o del primo singolo “King”, siamo di fronte a tracce molto potenti, dai ritmi serrati, che sfociano spesso in blast beat, un vero muro sonoro che tiene bene il passo dell'impetuoso screaming di Glanzmann.

Un paio di brani sono un po’ anonimi, e per quel che mi riguarda forse gli Eluveitie di oggi si basano un pò troppo su sussurri, filtri vocali, venti e piogge, ma in compenso “Origins” ci regala una bella manciata di nuovi pezzi che in modo naturale vanno ad arricchire la ricca proposta artistica della band elvetica, dalle sue “origini” fino ad oggi...Forse ancora non possiamo parlare di "Eternità", anche se son sicuro che in ogni modo una traccia importante nel metal, gli Eluveitie già l'hanno lasciata.

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