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Pressoché unico il sound degli In Legend Pressoché unico il sound degli In Legend Hot

Pressoché unico il sound degli In Legend

recensioni

gruppo
titolo
“Stones at Goliath”
etichetta
Eat The Beat Music
Anno

 

 

TRACKLIST:

1. Envoys Of Peace

2. Threatened

3. Lonely

4. King Of Apathy

5. Empire Of Concrete

6. Monuments Of Eternity

7. To New Horizons

8. The Voodoo Girl

9. Choices In Coma

10. Empty In Place

11. Alienation

12. A 1000 Paper Cranes

13. On The Morrow

14. Another Me

 

 

LINE UP:

·         Bastian Emig - vocals, piano

·         Daniel Galmarini - piano

·         Daniel Schmidle - keytar, piano

·         Paul Perlejewski - bass

·         Marcos Feminella - drums

opinioni autore

 
Pressoché unico il sound degli In Legend 2015-01-10 10:15:23 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Gennaio, 2015
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Siete stanchi del solito power metal che dalla seconda metà degli anni ’90 suona sempre uguale? Oppure, siete stufi del solito death metal che da oltre 25 anni violenta i vostri padiglioni auricolari alla stessa maniera? Siete insomma maniaci dell’innovazione e dell’originalità? Allora, in questo caso, questa è forse la band adatta a voi: i tedeschi In Legend con il loro “piano metal”. Per chi non conoscesse ancora la band del poliedrico artista Bastian Emig (drummer anche dei Van Canto), bisogna sapere che questi ragazzi qua sono capaci di suonare heavy metal sostituendo alle chitarre il pianoforte! Ed oltre al leader Emig (anche vocalist della band con buoni risultati), a suonare il piano ci sono altri due musicisti, Daniel Galmarini e Daniel Schmidle; accanto a loro restano il basso di Paul Perlekewski e la batteria di Marcos Feminella; questa l’attuale formazione degli In Legend. Accostare il loro sound a qualcosa di già sentito è impresa ardua; la base heavy metal è sempre abbastanza presente, ma ascoltare il pianoforte al posto delle chitarre elettriche è indubbiamente qualcosa di suggestivo e pressoché unico. Se siete oltranzisti del metal dubito che riusciate ad apprezzare questa proposta musicale; se, invece, avete mentalità aperta, magari vi conquistano band come Cynic e Mekong Delta (seppur completamente differenti dagli In Legend), probabilmente riuscirete anche ad apprezzare la musica realizzata da questi tedeschi. Ci vuole la giusta predisposizione per poter comprendere la musica di questo “Stones at Goliath”, secondo album della carriera degli In Legend, dopo lo splendido “Ballads’n’bullets” del 2011. Questo lavoro è composto da 14 brani, per una durata di oltre un’ora, probabilmente un’esagerazione; credo sarebbe stato meglio togliere 3 o 4 pezzi un po’ meno ispirati (ad esempio “Monuments of eternity” o “A 1000 paper cranes”, oppure la conclusiva “Another me”, più jazz-blues che metal) ed accorciare la durata di una ventina di minuti per “alleggerire” l’ascolto di un disco che, per sua natura, non è certo facile da sorbirsi tutto d’un fiato. Resta comunque da premiare il coraggio e la genialità di questa band nel proporre una musica niente affatto scontata e decisamente differente dal mainstream imperante. Se poi, come il sottoscritto, vi farete catturate dalle melodie di “Lonely” o di “Empire of concrete”, ma anche di “Threatened”, “On the morrow” o “To new horizons”, allora sono sicuro che “Stones at Goliath” degli In Legend vi convincerà pienamente.

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