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Stage Of Reality: Tra cupi presagi futuristici e sperimentazione Stage Of Reality: Tra cupi presagi futuristici e sperimentazione Hot

Stage Of Reality: Tra cupi presagi futuristici e sperimentazione

recensioni

titolo
The Breathing Machines
etichetta
Nuvi Records/Red Cat
Anno

 

1. The Breathing Machines

2. Shadows From The Past

3. Good & Evil

4. The Lies Box

5. Five Senses

6. Grey Men

7. the Building

8. Mindless

9. Where Are We Going?

10. The Next Generation

opinioni autore

 
Stage Of Reality: Tra cupi presagi futuristici e sperimentazione 2015-02-12 21:43:08 Gianni Izzo
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    12 Febbraio, 2015
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nati dall’incontro dell’ex chitarrista dei progsters romani Astarte Syriaca, Andrea Neri, e Frank Marino, cantante dei Dreamscape, gli Stage Of Reality ci invitano, attraverso il loro debutto discografico, in una storia intrigante.

Prendendo spunto dall’articolo di Pasolini contro la televisione (di cui potete ascoltare alcuni estratti inseriti nella lunga “Mindless”), uscito sul Corriere Della Sera nel ’73, ma attualissimo, oggi ancor più di ieri, per passare attraverso i romanzi Orwelliani “1984” e “La Fattoria Degli Animali”, la band ci racconta di una società alienata, culturalmente povera, priva di qualsiasi idea critica, se non quelle preconfezionate dal potere forte che propaganda il proprio diktat attraverso i media.

Dal punto di vista musicale, gli SOR hanno un approccio musicale modernista, in cui cercano fondere diversi stili: Hard Rock, Metal, Prog, Alternative fino ad arrivare al Funky. Il sound dei singoli pezzi viene poi arricchito con inserti di sinth che fanno bene soprattutto al taglio futuristico stile “Metropolis” che si è voluto dare al concept. Tutto il lavoro è permeato da un’atmosfera malinconica, darkeggiante, a partire dall’artwork fino ad arrivare ai brani, o meglio, a gran parte di questi. La tecnica della band non è in discussione, tutto è collocato al punto giusto ed è anche un piacere ascoltare la bravura dei singoli musicisti. Non tutti i pezzi però riescono a coinvolgere a pieno: qualche refrain che non lascia traccia al suo passaggio, qualche giro a vuoto soprattutto nei pezzi più movimentati. Diciamo infatti che sono i brani più dark ed epici ad essere in tutto e per tutto quelli decisivi, “Shadows From The Past”, “Five Senses”, la già citata "Mindless" o quella “The Lies Box” che, se ci si fosse diretti verso un falsetto, sarebbe sembrata uscita dalla penna dei Muse di una volta.

La voglia di sperimentazione non paga sempre, in particolare pezzi come “Good & Evil” o “Grey Men" sembrano piuttosto decontestualizzati, senza neanche riuscire a solleticare particolarmente l’interesse neanche dal punto di vista puramente estetico. Parlerei quindi di un album che vive di alti e bassi, che sembra più ragionato sui toni futuristico crepuscolari, che su quelli che dovrebbero essere pezzi più d’impatto, ma che di fatto non riescono ad esplodere. Tuttavia questo non toglie che “The Breathing Machines” sia un debutto soddisfacente all'ascolto a cui però manca quel quid in più per poter essere valido in tutto e per tutto.

PS: La confezione del disco è molto curata, è possibile trovare anche una pennetta per poter ascoltare i brani in mp3.

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