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MADRE DE DIOS: PROMETTENTE SCOPERTA STONER ROCK ITALIANA!! MADRE DE DIOS: PROMETTENTE SCOPERTA STONER ROCK ITALIANA!! Hot

MADRE DE DIOS: PROMETTENTE SCOPERTA STONER ROCK ITALIANA!!

recensioni

titolo
Madre De Dios
etichetta
Autoproduzione
Anno

Tracklist:

The Evil Guide

High Living In The Sunshine

Flamigos

Big Head

I Crashed Your Car

Shake It Baby

Mad City

Ordinary Man

Mater Skalter

Merry Go Round Song

Orbit (Bonus Track)

 

Line Up:

Frank Bizarre: Voce

Steve P. Jesus: Chitarre

Gigi D'Angella: Basso

Vince Floro: Batteria

opinioni autore

 
MADRE DE DIOS: PROMETTENTE SCOPERTA STONER ROCK ITALIANA!! 2015-03-01 10:00:39 Luca Albarella
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Luca Albarella    01 Marzo, 2015
Ultimo aggiornamento: 01 Marzo, 2015
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Il progetto di cui mi appresto a parlarvi viene dalla calda Puglia, artisticamente parlando si intende. Il sud, nel corso degli anni, ha palesemente dimostrato quante realtà potesse partorire, nonostante i notevoli disagi dovuti alla mancanza di strutture adeguate, atte a promuovere musica inedita. Quando parlo di musica, parlo di chi si spacca il sederino e investe soldini; quindi mettetevi l'anima in pace che, di tanto in tanto, la mia crociata contro le cover bands salta fuori. Bene; fatta questa piccola introduzione direi di parlare dei Madre De Dios che presentano il loro omonimo lavoro pregno di Stoner, Postgrunge, sempre condito dal sano Rock'n'Roll che ne fa da collante. "The Evil Guide" presenta la band pugliese al massimo della forma. Hard'n'Heavy roccioso dal sapore moderno, ma con belle armonie vocali egregiamente enfatizzate dalla voce abrasiva di Frank Bizarre. Le premesse sono decisamente di alto livello. "High Living In The Sunshine" ha un taglio più stoner, monolitica e oscura nel suo incedere, necessita di un secondo ascolto per essere apprezzata meglio, ma anche in questo contesto si intravedono le buone potenzialità di un progetto che sa lavorare sulla potenza, non tralasciando la buona vena melodica. Belle anche le chitarre, taglienti e calde, ma non irruente e sguaiate come nel classico street sound, più devote a Zeppelin direi con un piglio moderno. "Flamingos" riserva sicuramente soluzioni più studiate, pur restando nel sound compatto marchio di fabbrica della band. Tre minuti che scivolano via, pur non lasciando veramente il segno. "Big Head" è un'altra mattonata, la melodia in questo caso lascia spazio al lato più stoner e post grunge, riversando fiumi di chitarre polverose. Notevole il break centrale che sembra voglia introdurre un nuovo pezzo, a discapito però di una maggiore fruibilità, riservato ad ascoltatori più attenti, su questo non ci piove. Personalmente preferisco il pezzo che resti in testa dal primo ascolto, ma son gusti. "I Crashed Your Car" riporta il tutto su binari più immediati anche se, rispetto al pezzo di apertura, siamo su standard meno brillanti. Pur riconoscendone qualità tecnica, è a tratti il songwriting che non rende appieno. Sembra che la band voglia strafare e giocoforza è a rimetterci l'attenzione del fruitore. Sembra mi abbiano ascoltato. Scherzi a parte "Shake It Baby" è un rock'n'roll scanzonato, ma che ci sta benissimo a questo punto, facendo respirare un lavoro che rischiava di affossarsi. La band punta all'orecchiabilità, ma non tralasciando arrangiamenti ben studiati, dimostrazione che i compromessi esistono. "Mad City" è un breve quanto ringhioso strumentale e lancia un altro episodio assolutamente riuscito. "Ordinary Man" è l'ennesimo esempio di come la band riesca ad essere incisiva e avvolgente, pur non alzando il piede, se non per un brevissimo break bene incastonato e continuando a martellare come fabbri. "Mater Skelter" è una versione rivisitata e corretta del tormentone dei quattro scarafaggi londinesi. Chi sono? A parte questo dubbio amletico, la versione è ben fatta, di gusto e di sicuro qualcuno non si rivolterà nella tomba. "Merry Go Round Song" è un altro esempio di puro Stoner, tanto per rimarcare le origini di una band che almeno in origine pescava nettamente da queste sonorità, per poi spostarsi, anche se timidamente, su territori hard rock, alternative e post grunge. In chiusura troviamo "Orbit", altro pezzo di chiare reminiscenze stoner, assolutamente per amanti di queste sonorità. In definitiva si tratta di un buon progetto, ben prodotto, ma non credo sia un caso che i Madre De Dios si siano avvicinati a sonorità più "immediate" e "catchy". Il mio consiglio è di proseguire sulla strada del southern-post grunge, perchè ci sono le caratteristiche tecniche e vocali per spaziare maggiormente e fare il vero salto di qualità.

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