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Ensiferum: Le nuove sinfonie battagliere e goliardiche Ensiferum: Le nuove sinfonie battagliere e goliardiche Hot

Ensiferum: Le nuove sinfonie battagliere e goliardiche

recensioni

gruppo
titolo
One Man Army
etichetta
Metal Blade Records
Anno

 

01. March Of War

02. Axe Of Judgment

03. Heathen Horde

04. One Man Army

05. Burden Of The Fallen

06. Warrior Without War

07. Cry Of The Earth Bounds

08. Two Of Spades

09. My Ancestor’s Blood

10. Descendats, Defiance, Domination

11. Neito Pohjolan

opinioni autore

 
Ensiferum: Le nuove sinfonie battagliere e goliardiche 2015-03-02 11:35:06 Gianni Izzo
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    02 Marzo, 2015
Ultimo aggiornamento: 02 Marzo, 2015
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Qualitativamente “One Man Army” possiamo classificarlo come il giusto mezzo tra le tre eccellenze discografiche degli Ensiferum: “Iron”, “Victory Songs” e “From Afar”, ed il precedente “Unsung Heroes” che, pur non essendo comunque un album malvagio, è risultato un prodotto troppo quadrato, statico e ripetitivo, con degli assi nella manica, ma non tanti da reggere il confronto con i precedenti lavori.

Con “One Man Army”, il gruppo finlandese, torna a ritmi più serrati, ottime orchestrazioni, moltitudini di cori e contro canti (di questi ne abbiamo forse un po’ troppi questa volta), il tutto unito a quella sana dose di pazzia musicale che spesso ha contraddistinto gli Ensiferum.

“March Of War” è una breve intro orchestrale nella quale possiamo distinguere il tema portante della possente “Axe Of Judgment”, che inizia come una vera mazzata, tra riff thrashosi ed una ritmica schiacciasassi che si carica ancora di più durante il furioso refrain, per poi esplodere in un corale intermezzo marziale, dove il growling di Petri gioca al botta e risposta con il potente coro. Se la title-track sembra essere la sorella più giovane di “From Afar” per forma ed approccio musicale, con il mid-tempo di “Heathen Norde” si ritorna alle atmosfere più pacate del precedente “Unsung Heroes”.

Come ho già anticipato, talvolta gli Ensiferum sembrano esagerare con le solennità di taluni cori, la pur ottima “Warrior Without War”, sembra essere quasi frenata e soffocata nel suo momento corale, che ad onor del vero, nell’economia del brano, poteva pure essere omesso. L’utilizzo eccessivo di questi cori fungono anche da inquietante sonnifero nella troppo dilungata “Cry Of The Earth Bounds”, forse il pezzo meno riuscito degli undici a nostra disposizione. Inoltre i finlandesi, pur non esagerando come con i quasi venti minuti di “Passion Proof Power” del precedente album, si fanno prendere di nuovo la mano con “Descendats, Defiance, Domination”. Infatti si rivela troppo lunga la intro alla song vera e propria, mentre le varie parti del resto del brano, sembrano forzatamente tenute insieme, per questa inutile voglia di voler confezionare per forza una suite per ogni album, che anche questa volta si rivela un mezzo buco nell’acqua.

Ma il tiro si alza nuovamente con l’irriverente “Two Of Spades”, fantastico refrain da arena, canzone arricchita da un incursione nella musica disco degli anni’70, con basso e lavoro di chitarre che in realtà prendono spunto da “Another Brick In The Wall”, a cui si aggiungono sinth che deviano il brano in un simpatico miscuglio tra Bee Gees e Boney M. Ma “Two Of Spades” non rimane solo un divertissement da un ascolto e via, perché il tutto funziona perfettamente, ed i riff e la parte più classicamente metal del pezzo, rimangono molto coinvolgenti, a prescindere dalle sperimentazioni musicali dei nostri.

“My Ancestor’s Bound” si rivela un altro episodio riuscito in pieno, con il suo andazzo battagliero quanto malinconico, mentre sul finale gli Ensiferum tornano a tributare l’amata musica western, questa volta in una proposta tutta al femminile ed in lingua madre: “Neito Pohjolan” ci rallegra con un bel ritmo, nel quale la band, per non farsi mancare nulla, ci incastra anche strascichi di musiche da balera.

E’ vero, c’è qualche piccolo intoppo, ma “One Man Army” rimane un ottimo disco, per ora dritto nella top 10 dei migliori dischi del 2015.

PS: Se farete vostra l’edizione speciale, troverete 4 bonus track: tra cui la versione in inglese di “Neito Pohlolan”, la cover del tema della serie cult con Clint Eastwood “Rawhide” che, diciamocelo, tutti la conosciamo benissimo solo grazie alla versione sentita nel film “Blues Brothers”. Inoltre troverete anche la cover di “Warmetal” dei blacksters finlandesi Barathrum, di cui alcuni membri degli Ensiferum hanno fatto parte.

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