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Un discreto power-prog per gli israeliani Desert Un discreto power-prog per gli israeliani Desert Hot

Un discreto power-prog per gli israeliani Desert

recensioni

gruppo
titolo
"Never regret"
etichetta
Raven Music
Anno

 

TRACKLIST:

1.      Chasing the prey

2.      Assassin's fate

3.      Son of a star

4.      The wolf's attack

5.      Never regret

6.      The road to you

7.      1812

8.      Flying dutchman

9.      Final journey

10.  Imperial eagle

11.  Invincible

 

 

LINE-UP:

Sergey Dmitrik - Bass

Max Shafranski - Guitars

Sergei “Metalheart” Nemichenitser - Guitars

Oleg Aryutkin – Keyboards

Alexey Raymar – Vocals

opinioni autore

 
Un discreto power-prog per gli israeliani Desert 2015-04-04 13:05:06 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    04 Aprile, 2015
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Desert sono una band israeliana, composta per la quasi totalità da emigrati dell’ex-Unione Sovietica, la quale, dopo il debut del 2011 “Star of delusive hopes” (a me purtroppo sconosciuto), arriva al secondo full-lenght, intitolato “Never regret”, dotato di copertina non proprio esaltante, quanto meno per scarsa originalità (il solito uomo incappucciato con mantello al vento, già visto miriadi di volte...). Nell’album vengono segnalati anche alcuni ospiti: oltre al famosissimo Ralf Scheepers (in “1812”), ci sono anche tali Infy, Alex Zvulun e Merry Ann Genin che, perdonate l’ignoranza, sento nominare oggi per la prima volta. Ma veniamo alla musica; i Desert si presentano come “dark epic metal” ma, ad essere onesti, di “dark” non ne ho sentito nemmeno un attimo, di “epic” c’è giusto qualche accenno, mentre in realtà ho avuto modo di ascoltare un elegante power metal, con diversi tocchi di prog, che contribuiscono a rendere la proposta musicale dei Desert non così scontata ed indubbiamente piacevole da ascoltare, nonostante la voce di Alexey Raymar. Già, perché il singer israeliano non è proprio il massimo, specie in estensione vocale; un discreto cantante, grintoso a dovere ed espressivo, ma nulla di più e, per questo genere musicale, è purtroppo fondamentale avere un vocalist particolarmente dotato! Le prestazioni migliore il singer le fornisce quando si destreggia sulle note più basse (ascoltate l’inizio della title-track “Never regret”, o “Flying dutchman” a titolo esemplificativo), dando pathos e calore al suo cantato, mentre mi è sembrato un po’ in difficoltà quando le note vanno sulla parte più alta del pentagramma e soprattutto sfigura terribilmente nel confronto con il grande Scheepers. A parte questa pecca, il sound dei Desert è gradevole ed i 10 pezzi (più la consueta inutilissima intro) di questo album, tutto sommato, si lasciano ascoltare semplicemente e non dispiacciono, anche quando il ritmo rallenta di parecchio, come in “The road to you”, in cui c’è anche un duetto tra voce maschile e femminile. Un lotto di brani interessanti, come le già citate “1812”, “Never regret” e “Flying dutchman” (la migliore in assoluto), ma anche l’orecchiabile “Final journey” e “The wolf’s attack”. Tirando le somme, “Never regret” dei Desert è un album discreto di power/prog, c’è di meglio in giro, ma è stato piacevole ascoltarlo più e più volte per realizzare questa recensione; date anche voi un ascolto a questo lavoro, magari riuscirete ad apprezzarlo di più di quanto sia riuscito a me.

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