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Acriter, 14enni con la voglia di spaccare! Acriter, 14enni con la voglia di spaccare! Hot

Acriter, 14enni con la voglia di spaccare!

recensioni

gruppo
titolo
Acriter
etichetta
autoprodotto
Anno

01. Pull Under The Heaven

02. More Than Words

03. Be-Live

04. Osuled

opinioni autore

 
Acriter, 14enni con la voglia di spaccare! 2015-04-14 10:46:58 Roberto Orano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Roberto Orano    14 Aprile, 2015
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La passione è benzina, ed è proprio con tanta passione che si presentano sulle nostre pagine gli Acriter, band lombarda composta da tre giovani ragazzi 14enni armati di voglia e dedizione per il "fai da te". Il trio, formatosi nel 2011 (a undici anni per membro? cresciuti a pane e Killswitch Engage probabilmente), a cui manca il vocalist (chiaramente, a quattordici anni non è proprio facile cantare in screaming, e potrebbe essere addirittura dannoso per via del non totale sviluppo delle corde vocali), nonostante tutto ha deciso di dare alle stampe questo omonimo demo strumentale registrando in cameretta con mezzi non proprio usuali per quanto siamo abituati a sentire in questo nuovo millennio (e per questo genere), ma se la qualità audio non è delle migliori, specialmente per quanto concerne la post-produzione, da qui traspare sicuramente tanta voglia di suonare, quella che manca a tante bands più professionali che mi capita di sentire ogni giorno.
Definitisi metalcore / groove metal, questi giovincelli partono a martellare con l'opener "Pull Under The Heaven" dal riffing più heavy che poi si evolve in qualcosa di più 'core, fino ad arrivare a dei mid-tempos nu-metal, il tutto tra riffs compatti ed una sessione ritmica su cui la batteria si rende protagonista.
Con "More Than Words" si denota subito l'inesperienza dei Nostri in un clamoroso calo di volume dell'audio. In generale la song ricorda vagamente i Trivium e gli Avenged Sevenfold per linee chitarristiche e refrains, ma poi nel mezzo arriva uno stacco decisamente più hardcore.
Gli arrangiamenti più complessi ed i maggiori cambi di "Be-Live" ci riportano ad un metalcore un pò più tirato che per un attimo si ferma su frangenti riflessivi e che per energia ci ricorda i Parkway Drive.
SI chiude con "Osuled", una veloce dal refrain molto orecchiabile che si lascia andare su stacchi ai limiti del thrash, o thrash-core che dir si voglia.
Sicuramente, la qualtià audio gioca il suo ruolo, specialmente per quanto riguarda le chitarre ritmiche; e all'interno delle singole canzoni manca un pò di varietà, ma c'è tempo, una vita, per lavorare un pò meglio nel songwriting e curare maggiormente la "forma" delle tracce. In ogni caso, siamo di fronte ad un demo piacevole, che con la voce acquisterebbe una marcia in più in termini di carica emotiva. Per ora va più che bene così, ci aspettiamo un seguito.

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