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Children Of Bodom: Picchiano ma non sempre convincono Children Of Bodom: Picchiano ma non sempre convincono Hot

Children Of Bodom: Picchiano ma non sempre convincono

recensioni

titolo
I Worship Chaos
etichetta
Nuclear Blast
Anno

 

01. I Hurt

02. My Bodom (I Am The Only One)

03. Morrigan

04. Horns

05. Prayer For The Afflicted

06. I Worship Chaos

07. Hold Your Tongue

08. Suicide Bomber

09. All For Nothing

10. Widdershins

opinioni autore

 
Children Of Bodom: Picchiano ma non sempre convincono 2015-10-07 20:32:18 Gianni Izzo
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Gianni Izzo    07 Ottobre, 2015
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Per quanto gli artwork dei Children Of Bodom siano stati volutamente quasi sempre monotematici e monocromatici, la copertina del nono album, pur non discostandosi in nessun modo dalla tradizione, è sicuramente la più definita e complessivamente migliore dei finlandesi.
Purtroppo al loro miglior artwork non corrisponde il miglior disco, non avevo effettivamente speranze che riuscissero a superare i loro lavori storici, ma il precedente “Halo Of Blood” aveva una grinta ed un ispirazione, da troppi anni assopita, quindi speravo in un bis da parte di Alexi ed i suoi.

“I Worship Chaos” alla fine non è neanche malaccio come disco, ma di certo è stato fatto di nuovo un passo indietro rispetto al precedente, e non lo dico solo perché i due lentoni “Prayer For The Afflicted” e “All For Nothing” sono, come la maggior parte dei loro brani dai tempi più cadenzati, una vera e propria afflizione.

I Fanciulli di Bodom, abbandonano nuovamente le loro radici più nordiche che si erano riaffacciate nel platter precedente, per virare verso le soluzioni più thrash oriented e moderne, che hanno caratterizzato gran parte della loro discografia post “Follow The Reaper”. Alexi si ritrova a suonare per la prima volta interamente in solitaria tutte le chitarre del disco, a seguito dell’uscita dalla band di Roope Latvala, lo fa in modo magistrale e i duetti con le tastiere sono al solito da plauso. Purtroppo tanti momenti tecnicisti, tra shredding, tempi e ritmiche particolari, molte volte sembrano soprattutto velare delle soluzioni musicali abbastanza autocitazioniste ("Horns"), altre volte invece il tutto ha il sapore di essere troppo fine a se stesso.

Le belle canzoni non mancano, l’iniziale “I Hurt”, la sua gemella “My Bodom”, la bella “Widdershins” sono pezzi ben riusciti, così come “Morrigan”, brano scelto giustamente come singolo, nonostante le sue strofe un po’ monocorde, grazie ad un refrain ruffiano, melodico ed epico, dal buon tiro.

Per il resto si procede un po’ tra alti e bassi, con un mood piuttosto oscuro che spunta in diversi momenti del disco. La title-track sembra tagliata sul più bello, buoni invece episodi più "leggeri" e hard rock oriented come "Hold Your Tongue". In generale i Children Of Bodom frullano nel calderone tutti i loro più classici elementi, dalla batteria forsennata, alle dissonanze, fino ai classici cori da stadio.

Seppur non possiamo certo bocciare “I Worship Chaos”, rimaniamo legati al semplice concetto che purtroppo qui nessun brano possa essere paragonato ad una “Halo Of Blood” o una “The Days Are Numbered”, tanto per fare un paio di esempi, peccato.

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