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Steel Flowers: alternative di spessore Steel Flowers: alternative di spessore Hot

Steel Flowers: alternative di spessore

recensioni

titolo
Kleptocracy
etichetta
Red Cat Records
Anno

Track list

01.  Oxymoron 4991    

02.  Pauper      

03.  I'll Kick Your Ass    

04.  Hallways Of Illusions

05.  Break My Blues    

06.  Tired And Bored   

07.  Ruled By Evil Men 

08.  Workin' Monkey   

09.  R.I.P.

10.  Tank Man

 

 

Line up

 

Riz - Vocals

Yano  - Bass 

Adriano  - Rhythm & Lead Guitars

Alex - Lead & Rhythm Guitars

Ki –ry - Drum

Uzzo -Keyboards

opinioni autore

 
Steel Flowers: alternative di spessore 2016-01-06 16:42:23 Eugenio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Eugenio    06 Gennaio, 2016
Ultimo aggiornamento: 06 Gennaio, 2016
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Kleptocracy esce sul finire dell’anno appena passato ed è il secondo album della band milanese chiamata Steel Flowers. Questi sei ragazzi sono dediti ad un alternative metal/crossover molto personale; premettendo che io non sono molto appassionato di questo tipo di influenze, l’album si lascia comunque ascoltare con molto piacere.
Aggressività e melodia si fondono in un gran bel quadro, forse avrei preferito alcuni passaggi più pesanti e con le chitarre più in primo piano, ma sono preferenze personali.
L’album si apre con “Oxymoron 4991”, che è il brano che mi piace meno, troppe sperimentazioni, specialmente nelle parti vocali. “Pauper” è già molto meglio, decisamente più rock e orecchiabile; “I’ll kick you ass” è un bel calcione sui denti metallico (e come poteva non esserlo visto il titolo?). Si passa poi ad “Hallways of Illusion”, song particolarmente cupa e triste, ma di grande effetto.
“Break my blues” è probabilmente la migliore del lotto, potente e con una buona struttura. “Tired e bored” è molto strana e particolare, merita qualche ascolto prima di essere apprezzata, ma si dimostra un gran bel pezzo una volta assimilata.
“Ruled by evil man” è molto oscura e con effetti che ricordano i vecchi film horror, o se vogliamo fare una similitudine nel campo heavy metal ai primissimi lavori dei re del male nostrani (leggi: Death SS), anche se manca la componente grezza, furiosa e malata della band di Steve Sylvester.
“Workin’ monkey” è un altro buon brano rock con inserti oscuri e oppressivi; “R.I.P.” si assesta sulla stessa linea del brano precedente, anche se la velocità e la potenza è decisamente più alta. A “Tank man” spetta il compito di chiudere il lavoro e il brano è molto interessante: hard rock di vecchia scuola.
Bravi ragazzi, avete fatto un lavoro decisamente positivo, spero di vedervi presto su qualche palco!

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