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Rage, la classe non è acqua! Rage, la classe non è acqua! Hot

Rage, la classe non è acqua!

recensioni

gruppo
titolo
"My way"
etichetta
Nuclear Blast
Anno

 

TRACKLIST:

1.      My way

2.      Black in mind

3.      Sent by the devil

4.      Apuesto a ganar

 

 

LINE-UP

Peter "Peavy" Wagner - Vocals, Bass

Vassilios “Lucky” Maniatopoulos - Drums, Vocals (additional)

Marcos Rodríguez - Guitars, Vocals (additional)

opinioni autore

 
Rage, la classe non è acqua! 2016-01-24 18:49:27 Ninni Cangiano
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    24 Gennaio, 2016
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo le ben note vicissitudini di formazione che hanno portato all’abbandono di Victor Smolski ed André Hilgers, Peter “Peavy” Wagner continua la sua carriera con i Rage e recluta due nuovi membri, i semi-sconosciuti Vassilios “Lucky” Maniatopoulos (batteria) e Marcos Rodríguez (chitarra) i quali, almeno da quello che ho potuto ascoltare in questi quattro brani, sembrano in grado di non far rimpiangere i loro predecessori. “My way” (niente a che fare con Sinatra!) è il titolo di questo E.P. ed è anche l’unica canzone nuova del lavoro; accanto ad essa, infatti, ci sono i rifacimenti con l’attuale formazione di due brani storici (con differenze pressoché assenti con gli originali, se non per la durata di qualche secondo e la registrazione con migliori tecnologie) come la splendida “Sent by the devil” (una delle mie preferite in assoluto della storia dei Rage!) e “Black in mind”, estratte dall’omonimo album del 1995 che tuttora costituisce uno dei più grandi successi della storia della band tedesca e del power metal mondiale in genere. Ma veniamo alla title-track “My way”, presentata in chiusura anche nella sua versione con testo in spagnolo, si tratta di un brano che suona Rage al 100%: duro, roccioso, aggressivo, mai esageratamente veloce ma sempre e comunque ottimamente ritmato, con il consueto gusto sopraffino per le melodie. Forse, rispetto agli ultimi lavori della band, ci sono meno svolazzi e virtuosismi nelle parti di chitarra e più richiami al sound che i Rage avevano prima della svolta sinfonica da “Lingua mortis” e “XIII” in poi. Indubbiamente questo pezzo, unito alla scelta di inserire due brani estratti da “Black in mind”, possono essere letti come un messaggio ai fans: i Rage sono tornati a picchiare duro come facevano 20 anni fa! Sono impaziente di ascoltare il full-lenght....

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