A+ A A-
 

Evil Never Dies: Meglio tardi che mai! Evil Never Dies: Meglio tardi che mai! Hot

Evil Never Dies: Meglio tardi che mai!

recensioni

titolo
Sulphur Paintings
etichetta
Autoproduzione
Anno

01. V-Tv

02. Ariete

03. Depths

04. Em

05. 1926

06. Land with no Future

07. The Beginning.....

opinioni autore

 
Evil Never Dies: Meglio tardi che mai! 2016-02-11 17:04:25 Mark Angel
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Mark Angel    11 Febbraio, 2016
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A volte capita che ci si trovi a recensire un disco meno recente come in questo caso: “Sulphur Paintings” infatti è uscito nel 2014, ma sono della ferma opinione che se una release merita è sempre meglio recensirla anziché relegarla nel dimenticatoio.
Gli Evil Never Dies sono napoletani ed esistono sin dal lontano 1990 nonostante la lunga militanza non sono mai riusciti a produrre un Full-Length ma soltanto 2 demo e 3 Ep di cui questo è il più recente.
La prima cosa che spicca è l’artwork molto curato, sicuramente al di sopra della media degli Ep che pervengono tra le mie mani; degna di nota è altresì la produzione cristallina che non ha nulla da invidiare agli standard internazionali.
La band a dispetto dell’età media dei componenti e del nome (ispirato ad una canzone degli Overkill) è al passo con i tempi ed alle influenze più classiche (Metallica, Slayer, qualcosa dei Testament ) si sovrappongono anche alcune interessanti idee di stampo svedese (The Haunted, Terror 2000 ecc.) ed americano dei 90’s (Machine Head, Grip Inc.).
Degli estratti sonori tratti da telegiornali russi e brasiliani introducono la killer song “V-Tv” che parte a razzo con un riff assassino accompagnato da una sezione ritmica ben collaudata; questo brano attacca senza peli sulla lingua il potere persuasivo e manipolatore della televisione, notevoli anche l’assolo e le linee di basso molto presenti e ben strutturate.
La successiva “Ariete” rispetta il titolo, anche questa song annichilisce l’ascoltatore col proprio Thrash preciso e moderno; in questo Ep modernità è la parola d’ordine in quanto a differenza di molti colleghi più giovani, gli Evil Never Dies suonano in maniera moderna e fresca senza lasciarsi coinvolgere in quel revival vintage che ha inflazionato la scena degli ultimi tre, quattro anni.
Un basso sinistro ed inquietante apre la song “Depths” una canzone molto particolare sia per la lunghezza (8 minuti) che per la struttura, alcune idee in questo brano si avvicinano alla genialità mostrata dai Kreator negli sperimentali “Renewal” e “Cause for Conflict” tuttavia l’impostazione del cantante Domecost è diversa e molto personale.
La quarta song dallo strano titolo “Em” è molto tecnica e proprio per il fatto di essere molto intricata e pretenziosa risulta essere la meno immediata del lotto ed a mio modesto parere il punto debole di questo ottimo Ep; “1926” è un breve interludio strumentale strettamente collegato alla finale “The Beginning” anche in questi brevi momenti la band mostra la propria fantasia compositiva ed il proprio gusto della melodia particolarmente elevato.
Ultimo brano vero e proprio è quindi l’oscura “Land with no Future”: qui siamo in presenza di un sound più canonico ed in linea con i dettami più classici del genere, giunge alle mie orecchie qualche leggera influenza di Thrash tedesco e la cosa non può che farmi estremo piacere essendo un amante del genere.
Tanto di cappello agli Evil Never Dies, alfieri di un genere sempre troppo bistrattato nel capoluogo campano: le band che a Napoli suonano Thrash si contano sulle dita di una mano (Evil Never Dies, Annihilationmancer, i riformati Kontra e per certi versi anche gli sperimentali Dresda Code recensiti qualche mese fa su queste pagine).
I veri amanti del genere si procurino questo disco senza esitazioni.

Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Gli Psychomancer hanno forse un po' troppo "allungato il brodo"
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Dagli States i Sentient Horror mostrano il loro amore verso lo Swedish Death Metal
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Tornano dopo 12 anni i veterani del Death Metal teutonico: nono album per i Fleshcrawl
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Ennesima prova strepitosa per i Cattle Decapitation
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Vastator, only for die-hard fans
Valutazione Autore
 
1.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Per gli australiani Alchemy un debut EP che lascia ottime speranze per il futuro
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Metal sinfonico neoclassico in questo primo album dei messicani Yeos.
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Ep di quattro brani dediciti ad un heavy metal grezzo ed old school per gli Olymp
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Seppur breve, convince l'EP dei californiani Larvae
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Per i britannici Itheist un debutto (col nuovo nome) senza infamia e senza lode
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Debutto per la tastierista dei Cradle of Filth: Martyr di Lindsay Schoolcraft!
Valutazione Autore
 
2.8 (2)
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla