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Gli Eldritch senza Eldritch? Un interessante side project. Gli Eldritch senza Eldritch? Un interessante side project. Hot

Gli Eldritch senza Eldritch? Un interessante side project.

recensioni

gruppo
titolo
Hybrid
etichetta
Revalve Records
Anno

Tracklist:

01 - Downfall
02 - Godfreak
03 - The Pain Society
04 - Hybrid
05 - Words and Dust
06 - Bloodstained
07 - Falling from Above
08 - Until the End
09 - As the World Falls Down

Line-up:

Antonio Cannoletta: Voce
Dimitri Meloni: Chitarre
Alessio Consani: Basso
Gabriele Caselli: Piano e sintetizzatore
Raffahell Dridge: Batteria

opinioni autore

 
Gli Eldritch senza Eldritch? Un interessante side project. 2016-03-29 16:48:51 Dario Onofrio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Dario Onofrio    29 Marzo, 2016
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ci sono alcuni generi che stanno a noi italiani come il cacio sui maccheroni.

Se il death metal, in questo momento, vive una rinascita fertile grazie a numerose band impegnate nel genere, anche dal punto di vista del power e del progressive metal non ci possiamo di certo lamentare: gli Ensight, nati da un'idea di Gabriele Caselli (tastierista degli Eldritch, ex Domine), Raffahell Dridge (attuale batterista degli Eldritch) e suo fratello Dimitri Meloni (che ricopre il ruolo di chitarrista), portano un ulteriore tassello a una scena fertile che non ha mai mancato di dare ottimi frutti. A chiudere la formazione Alessio Consani, anche lui nella band livornese, e un ottimo singer come Antonio Cannoletta, uomo d'ambiente che torna dopo anni a incidere in studio.

Hybrid è un album di prog "alla vecchia maniera": semplice, diretto, infuenzato dall'heavy primordiale. Ricorda per molti versi i Fates Warning e i vecchi Dream Theater, senza però tutte le sboronate virtuose a cui l'etichetta di progressive metal ci ha abituati in questi anni. In fondo, ascoltare questo disco è come sedersi in un vecchio pub in cui non andavi da un pezzo con amici vecchi e nuovi, perché la ricetta è proprio quella che molti gruppi odierni mi pare si siano dimenticati: fin da Godfreak troviamo delle composizioni estremamente dirette e orecchiabili, con riffoni densi e continui che fanno perfettamente da contraltare alla voce melodica del singer. Forse mi piacciono così tanto proprio perché ricordano i primissimi Eldritch: dalla title track fino alla fine dell'album è tutto un rincorrersi di tempi e scambi tra gli strumenti. Menzione d'onore per il bellissimo assolo di tastiera in Until the End e anche per la traccia finale: 12 minuti e oltre di prog metal suonato in un modo tutt'altro che stopposo e incomprensibile.

L'altro lato della medaglia, se vogliamo, è che la produzione non è esattamente il top dei top, ma nel contesto (un bel revival del prog dei primi anni 90') è accettabile e alla lunga è un problema di cui ci si dimentica pure.

Insomma, speriamo che questo side-project degli Eldritch abbia vita lunga: come potrete sentire ci sono musicisti che hanno ancora moltissimo da dire.

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20
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