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Standing Ovation: un disco di metal prog raffinato e a tratti imprevedibile Standing Ovation: un disco di metal prog raffinato e a tratti imprevedibile Hot

Standing Ovation: un disco di metal prog raffinato e a tratti imprevedibile

recensioni

titolo
Gravity Beats Nuclear
etichetta
Inverse Records
Anno

Line up:

Jouni Partanen – vocals

Johannes Kurvinen – guitar, backing vocals

Samuli Federley – guitar, backing vocals

Petri Eskola – keyboards, backing vocals

Mikko Kymäläinen – drums

Panu Nykänen - bass

 

Tracklist:

  1. 23+23
  2. Permafrost
  3. Killer, Iron
  4. Hellbillies
  5. Fool’s Parade
  6. Lifeline
  7. The Great Attractor
  8. Run Little Mouse Run
  9. I am

opinioni autore

 
Standing Ovation: un disco di metal prog raffinato e a tratti imprevedibile 2016-04-20 18:45:16 Virgilio
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Virgilio    20 Aprile, 2016
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“Gravity beats nuclear” è il titolo scelto dagli Standing Ovation per il loro secondo album, che segue il loro debutto “The antikythera mechanism”, pubblicato nel 2012. La band finlandese suona un metal prog raffinato e piuttosto originale, che riesce a far convivere momenti di autentico virtuosismo con passaggi emozionanti, risultando a tratti davvero imprevedibile. Basti, in tal senso, ascoltare una traccia di ampio respiro come “Fool’s Parade”, nella quale appare in tutta la sua evidenza la bravura degli Standing Ovation: dopo una partenza piuttosto soffusa e teatrale, la band mette in piedi un pezzo molto complesso ed articolato, con intermezzi strumentali che ricordano la genialità degli Haken o la follia degli A.C.T. Forse leggermente meno riuscita, in tal senso, la lunga suite “Lifeline”, che supera i diciotto minuti di durata, ma appare nel complesso un po’ meno brillante appunto rispetto a “Fools’ Parade”. Se comunque questi brani rappresentano l’apice del disco, non sono niente male neanche altre tracce un po’ più brevi come ad esempio “The Great Attractor”, “Permafrost” o soprattutto “Hellbillies”. In chiusura, troviamo due canzoni un po’ differenti rispetto al resto della tracklist: “Run little mouse run” è infatti un brano più irruento e alquanto particolare negli arrangiamenti, mentre “I am” è una sorta di ballata, per la verità non molto entusiasmante. A conti fatti, ad ogni modo, “Gravity beats nuclear” è un disco di tutto rispetto, dove si trovano davvero buone idee e che merita senz’altro attenzione, specialmente da parte degli amanti del prog.

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