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Manca ancora qualcosa ai Running Wild Manca ancora qualcosa ai Running Wild Hot

Manca ancora qualcosa ai Running Wild

recensioni

titolo
"Rapid foray"
etichetta
SPV
Anno

 

TRACKLIST:

1. Black skies, red flag

2. Warmongers

3. Stick to your guns

4. Rapid foray

5. By the blood in your heart

6. The depth of the sea – Nautilus (instr.)

7. Black Bart

8. Hellestrified

9. Blood moon rising

10. Into the west

11. Last of the Mohicans

 

 

LINE-UP:

Rock N’ Rolf – vocals, guitars

Peter Jordan – guitars

Ole Hempelmann – bass

Michael Wolpers – drums

opinioni autore

 
Manca ancora qualcosa ai Running Wild 2016-08-25 19:26:00 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    25 Agosto, 2016
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Devo ammetterlo, facevo molto affidamento sul nuovo album dei Running Wild “Rapid foray”, complice il fatto che (furbamente!) erano state diffuse alcune canzoni molto valide dell’ultima fatica di Rock N’Rolf & C. (su tutte la splendida “Black Bart”); purtroppo, dopo essermi costretto a diversi ascolti dell’intero lavoro, la delusione è forte perchè la realtà è che abbiamo davanti un disco che funziona solo in parte, mentre in alcuni passaggi è alquanto banale e rischia persino di annoiare. Mi spiego meglio: se alcuni brani (fortunatamente la maggior parte!) sono eccellenti, ricchi di energia, con piacevoli fraseggi delle chitarre, frizzanti e ritmati; ce ne sono, invece, alcuni che non colpiscono nel segno e passano via senza destare curiosità, quasi già sapendo quale sarà il loro incedere... sono lontani anni luce i tempi di capolavori come “Death or glory”, “Blazon stone”, “Black hand inn” o “Masquerade”, dischi usciti tra fine anni ’80 e prima metà dei ’90. Oggi i Running Wild cercano di ripercorrere quelle strade, ma non ci riescono fino in fondo, quasi non fossero più convinti di quello che fanno, come si era già avuto modo di notare sia nei dischi che hanno realizzato dopo la reunion, come in quelli usciti nel nuovo millennio (a parte il solo “Victory”). Sia chiaro, questo “Rapid foray” è migliore di discacci come “Resilient” e “Shadowmaker”, ma ancora ha qualche passaggio a vuoto, fortunatamente più sporadico rispetto ai precedenti due lavori. Pezzi come “Stick to your guns” e “By the blood in your heart”, oltre a non essere per nulla vivaci e frizzanti, rischiano davvero di annoiare dopo pochissimi ascolti, alla stregua di qualsiasi filler di scarsa qualità. A questo punto, forse sarebbe stato meglio non inserire proprio brani del genere e puntare su una tracklist più breve, ma sicuramente più efficace e grintosa. Fortunamente, ci possiamo godere canzoni veramente valide come la già citata “Black bart”, la title-track “Rapid foray”, l’accoppiata iniziale infuocata di “Black skies, red flag”/”Warmongers” o la lunga suite finale (oltre 11 minuti) intitolata “Last of the Mohicans”, con alcuni passaggi nella metà iniziale davvero indovinati. Il cammino dei Running Wild verso il ritorno alla qualità del loro glorioso passato sta continuando, “Rapid foray” è migliore, come detto, degli ultimi dischi, ma manca ancora qualcosa per non sfigurare al confronto con la storia, probabilmente manca proprio una band vera attorno al suo leader....

P.S.: Da segnalare la presenza anche di una versione dell’album in boxset, limitato a 1000 copie, pieno di gadgets vari e di un’edizione in doppio vinile.

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