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Lo spirito delle Dolomiti nel Death Metal dei Delirium X Tremens Lo spirito delle Dolomiti nel Death Metal dei Delirium X Tremens Hot

Lo spirito delle Dolomiti nel Death Metal dei Delirium X Tremens

recensioni

titolo
Troi
etichetta
Punishment 18 Records
Anno

Line Up:
Ciardo - vocals
Med - guitars
Pondro - bass
Thomas - drums

Tracklist:
1. Ancient Wings
2. Col di Lana, Mount of Blood
3. The Dead of Stone
4. The Voice of the Holy River
5. Owl
6. Spettri nella Steppa
7. Song to Hall Up High (Bathory Cover)
8. When the Mountain Call the Storm
9. The Picture

opinioni autore

 
Lo spirito delle Dolomiti nel Death Metal dei Delirium X Tremens 2016-12-13 21:52:53 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    13 Dicembre, 2016
Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 2016
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Ecco che per l'ennesima volta mi trovo a recensire una band italiana che ho seguito già dai primissimi passi. Era il 2003, la webzine che dirigevo aveva aperto i battenti da un annetto circa, quando mi arriva questo demo da una band Death Metal del Veneto: i Delirium X Tremens. E il demo in questione era "Cyberhuman", la primissima uscita dei deathsters bellunesi. Un demo che mi colpì particolarmente, tant'è che il pezzo d'apertura, "1000 Wolves" ancora è nella penna usb con la quale ascolto musica in auto.
Passano gli anni, e dopo l'uscita di "Crehated from No_thing" (Punishment18 Records, 2007) i DXT si trovano al bivio che li porta ad essere quelli che sono ora. Il nichilismo più totale dei primi due lavori scompare ed i DXT decidono di lasciarsi influenzare dalla magia della loro terra d'origine, facendo delle Dolomiti il centro su cui ruota il loro nuovo sound, fatto sì ancora di un buonissimo e tecnico Death Metal, ma in cui atmosfere alpine permeano il tutto. Ed è così che nel 2011, sempre per Punishment18 Records, esce "Belo Dunum - Echoes from the Past", l'album che presenta al mondo i nuovi Delirium X Tremens. Che sono poi quelli di oggi e che ritroviamo, sempre editi da Punishment18 Records, con questo "Troi", terzo full della band bellunese.

"Troi" (trad. dal dialetto bellunese: sentiero, cammino) è un concept album dedicato alle leggende e a storie vere delle Dolomiti. Una storia, quella che forma il concept di "Troi", che ci porta in un'altra epoca e che ha inizio con la morte in montagna di un Alpino, il cui spirito si reincarna in un gufo che guiderà un ragazzo attraverso i sentieri della foresta verso la sua vecchia casa, dove è conservato un album fotografico. Sul piano musicale, i DXT proseguono il percorso intrapreso col precedente "Belo Dunum - Echoes from the Past": un Death Metal meno diretto e violento rispetto gli esordi, a favore di un'atmosfera cupa e malinconica. I riferimenti alle loro terre sono continui e non solo per quanto riguarda le tematiche; penso ad esempio al coro alpino che dà il via a "Col di Lana, Mount of Blood" o all'incipit di "The Voice of the Holy River": il fiume sacro altro non è che il Piave ed è proprio la più famosa canzone patriottica italiana ad essere "citata" in questa canzone, "La Canzone del Piave", inno italiano fino al 1946. Proprio "The Voice of the Holy River" è forse il pezzo più completo dell'album: Death monolitico con spettacolari momenti atmosferici, cori solenni, i già citati richiami a "La Canzone del Piave". In un mix di presente e passato, "Troi" racconta una storia. Una storia che cerca di colpire non solo con la musica ed esempio più lampante è "Spettri nella Steppa": l'orrore della guerra, la morte che arriva in un posto gelido e sconosciuto ("Spettri nella steppa/In questo gelido silenzio/Sopra i corpi congelati/Lontani da una madre che li piange/Spettri di ghiaccio/Condannati al martirio/In questa landa sconosciuta/Cripta della nostra gioventù").

I Delirium X Tremens mostrano come si scrive un gran concept album e lo fanno semplicemente facendo parlare per loro gli spiriti delle Dolomiti. Tutto è messo lì con criterio, fino ai cori, che non possono assolutamente non ricordare proprio quelli degli Alpini, alle parti spoken. Così come la bellissima cover dei Bathory, "Song to Hall Up High". Magari l'unica cosa è che personalmente non ho capito mezza parola quando viene usato il dialetto bellunese, ma è solo per questione meramente geografica. "Troi" è, a mio parere, la miglior uscita fino ad oggi dei DXT. Un album che è un vero e proprio viaggio sulle magnifiche cime dolomitiche. Well done!

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