A+ A A-
 

Damnatus - Io odio la vita Damnatus - Io odio la vita Hot

Damnatus - Io odio la vita

recensioni

gruppo
titolo
Io odio la vita
etichetta
Autoproduzione
Anno

1- Intro

2- Primavera Depressa

3- Ricaduta

4- Le ferite non si rimarginano

5- Il ricordo inesistente di una vita andata a male

opinioni autore

 
Damnatus - Io odio la vita 2017-02-12 16:21:34 Anthony Weird
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Anthony Weird    12 Febbraio, 2017
Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Io amo il Depressive Suicidal Black Metal. Quando sono in un momento “no”, è ciò che ascolto per toccare il fondo e poi riprendermi, però, purtroppo (o per fortuna...) non capita spesso di recensire questo genere, forse un po' “dimenticato”. Il fratello scomodo del Black Metal infatti, viene preso in considerazione molto raramente da una band, la maggior parte delle volte, ci troviamo di fronte alle sofferenze solitarie di un singolo artista, che si occupa di tutti gli strumenti, e che mette in musica il suo tormento, modificando e rallentando e distorcendo, il Black Metal.
Questo sembra essere esattamente il caso di questa One Man Band italiana, chiamata “Damnatus”, con il suo Ep d' esordio dal titolo devastante “Io odio la vita”.
Premo quindi play e mi lascio avvolgere dalle tenebre malate della Intro iniziale. Mi accoglie un sound molto più “chiaro” di quanto mi aspettassi, ma forse è solo la sensazione illusoria di queste note singole di piano, chitarra e basso intrecciate, a far sembrare il tutto più fruibile, infatti, con la chitarra distorta di “Primavera Depressa”, si sprofonda in un vortice di depressione e tormento, dove gli accordi, danno il giusto senso di “ristagno” di una vita che non vede via d'uscita. Quello che non convince, è lo scream forse un po' troppo sforzato, che non trasmette il senso di disperazione viscerale, che non lascia scorrere via il tormento che si era proposto di trasmettere. Gli inserti parlati in clean poi, non fanno altro che aumentare questo senso di controllo, penalizzando la parte disperata e senza via d'uscita. Un brano che, nonostante funzioni, non è mai “fuori di se” per l'esasperazione che questo genere cerca di proporre. Tuttavia, la canzone è oscura, i canoni principali del Depressive, vengono rispettati in pieno e l'introspezione non manca, comparendo al punto giusto nel pezzo. Al numero due, è “Ricaduta”, a proseguire il viaggio nella mente senza speranza di Damnatus. L' arpeggio iniziale è ciò che serve per portare malinconia e oppressione che saranno poi spazzate via da un carico di sentimenti negativi, nella distorsione degli strumenti. Qui anche la voce migliora notevolmente e la sensazione di “Depressive Suicidal Black Metal” è totale. Un brano assolutamente superiore al precedente, una carrellata in musica che richiama band come Abyssic Hate o le terrificanti visioni allucinate messe in musica da Malefic, sotto il nome di Xasthur. Il livello di disperazione e terrore trasmesso qui è ben oltre la sensazione iniziale, un brano magnifico, una prigione senza sbarre, che comunque non ha via d'uscita, l'assolo sulla parte finale, dà il colpo di grazia, come un ultimo, malinconico requiem, per chi urla la sua fine su una base della vita, che non conosce luce. Prosegue sullo stesso, corretto binario “Le ferite non si rimarginano”, che con la stessa formula, colora di nero la mia stanza. Un riff ipnotico e granitico, che impressiona eppure culla, tenendoci riparati dal mostro sotto al letto, che si palesa nello yelling malefico e senza pace di una voce che urla al mondo, che esiste anch'essa. Straziante.
L'ultimo atto di questa breve corsa nel buio della depressione, è “Il ricordo inesistente di una vita andata a male”, che riesce a mettere i brividi già dal titolo stesso, paragonando se stesso ad un frutto marcio, il frutto di un amore che non è fiorito e poi sbocciato, dando frutto a nuova vita, ma creando un frutto marcio, che è destinato a decomporsi senza riuscire a fiorire a sua volta. Le chitarre sono immediatamente dure e violente, pesanti che, come una processione di infelici, si fanno spazio con accordi singoli e tremendi. Qui il yelling dei brani precedenti, lascia spazio ad un parlato tenue, un testo malinconico recitato in italiano, che è una presa di coscienza, un'accettazione, che si palesa nel momento in cui la distorsione svanisce e il pezzo continua in uno strumentale clean. La seconda parte del brano poi, stravolge il tutto, facendo tornare il tormento, che stranamente riaccende la speranza. Un non accettare tutto questo dolore, un dire di no alla morte e volere cercare ancora una possibilità, urlando nel buio, per essa. Un brano magnifico, come magnifico è tutto questo “Io odio la vita”, una prova ottima per questa One Man Band, che ha forse messo il piede in fallo solo nel primo brano “Primavera Depressa”, che obiettivamente non è all'altezza degli altri e che, come biglietto da visita, non lascia ben sperare nelle capacità di questo artista, che poi invece, vengono a galla con fervore, negli atti seguenti. Assolutamente consigliato!

Trovi utile questa opinione? 
30
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Athorn: un album innovativo ancora imperfetto
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
NUOVO SINGOLO BOMBA DEI BOLOGNESI RAIN!!!
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un gradito come-back per i Cryonic Temple
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Un E.P. per i Blazon Stone nella tradizione del Pirate Metal
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Game Over. Il nuovo E.P. "spacca"!
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Game Over: Il passato (l'anno scorso)
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

demo

Grit, quando la passione non basta
Valutazione Autore
 
1.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Buon biglietto da visita il secondo demo dei deathsters lombardi Crypt of the Whisper
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Wiking MCMXL - Kopfjagd
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Red Riot: Gioventù in rivolta
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Damnatus - Io odio la vita
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Obscurãtio, un discreto esordio che lascia intravedere buone potenzialità
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla