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Red Riot: Gioventù in rivolta Red Riot: Gioventù in rivolta Hot

Red Riot: Gioventù in rivolta

recensioni

gruppo
titolo
Fight
etichetta
Volcano Records
Anno

01. Fight

02. Squealers

03. Who We Are

opinioni autore

 
Red Riot: Gioventù in rivolta 2017-02-12 21:32:15 Mark Angel
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Mark Angel    12 Febbraio, 2017
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Con grande responsabilità mi accingo a recensire questo Ep: l’ennesima release pervenuta in maniera diretta tra le mani del sottoscritto.
Comincio subito col dire che i Red Riot sono una giovanissima band campana (per la precisione di Nocera Inferiore) che autodefinisce il proprio stile “Thrashin’ Sleaze Metal”. Una definizione piuttosto azzardata e coraggiosa data la ultratrentennale rivalità tra due generi agli antipodi musicali della scena “dura”.
Il quintetto nocerino formatosi nel 2013, ha rilasciato la scorsa estate questo Ep composto da tre brani, della durata complessiva di una dozzina di minuti; nonostante i fisiologici cambi di line up la band presenta una compattezza considerevole ed un’attitudine che mostra sfacciataggine ed una discreta personalità, cosa che traspare anche attraverso il caratteristico logo del gruppo ed i testi, coerenti con il concept ribelle della band.
Già dalla title track spunta con veemenza l’attitudine stradaiola della band, estremamente influenzata dagli Skid Row di “Slave to the Grind” e “Subhuman Race”; tuttavia i Red Riot non si limitano ad una mera riproposizione dei loro beniamini ma vanno oltre inserendo anche alcuni stacchi più tipicamente ‘90s: un ottimo inizio per gli amanti del genere.
La successiva “Squealers” è a mio avviso il brano di punta della band: veloce, grezzo e totalmente stradaiolo, arricchito da un ritornello di grande impatto che dal vivo farà sicuramente la sua bella figura. Un cenno a parte merita la parte centrale del brano e l’assolo che mi hanno riportato alla mente i Megadeth di inizio anni ’90: una trentina di secondi di eccelsa caratura; sono fermamente convinto che questa canzone avrebbe ottenuto enormi riscontri nel triennio 1989-1991.
La conclusiva “Who We Are” si pone un gradino sotto i due brani precedenti, anche se non si tratta assolutamente di un passo falso, anzi, a scriverne di brani così al giorno d’oggi. Le influenze della band tornano prepotentemente, un mix tra Skid Row, Motley Crue e Guns’n’Roses di inizio anni ’90.
Non posso che avere un’opinione più che positiva per questi ragazzi che stanno riscontrando il meritato successo e sono in procinto di organizzare un mini-tour europeo; d’altronde la loro gavetta l’hanno fatta bene e velocemente suonando insieme a gente del calibro di: Dgm, Kaledon, Hangarvain e Teodasia.
Mentre la scena campana è sempre stata famosa per il proliferare di bands estreme, non posso che essere contento per l’esplosione di gruppi come i Red Riot ed i loro colleghi Mastribes che con il loro “Blast” hanno fatto breccia nella mia Top Ten personale del 2016.
Da musicista prima che da recensore consiglio ai Red Riot di prendersi tutto il tempo necessario prima di produrre il disco d’esordio, data l’elevata qualità di questo Ep sarebbe un peccato bruciarsi per piazzare frettolosamente sul mercato una nuova release.
Quindi mi raccomando prendetevi il tempo necessario e sino ad allora: “We Fight! Fight! Fight!”

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