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I Blazon Stone ed il pirate metal I Blazon Stone ed il pirate metal

I Blazon Stone ed il pirate metal

recensioni

titolo
"War of the roses"
etichetta
Stormspell Records
Anno

 

TRACKLIST:

01. Born to be wild

02. Mask of gold

03. Stay in hell

04. Voici la grande peur

05. Lusitania

06. Black dawn of the crossbones

07. Welcome to the village

08. By hook or by crook

09. Soldier blue

10. War of the roses

 

 

LINE-UP:

Ced - Bass, Drums, Guitars

Erik Forsberg - Vocals

opinioni autore

 
I Blazon Stone ed il pirate metal 2017-05-15 18:52:12 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    15 Mag, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Assieme all’E.P. “Ready for boarding”, di cui già abbiamo parlato su queste pagine giorni fa, a fine ottobre 2016 gli svedesi Blazon Stone hanno dato alle stampe anche un full-lenght intitolato “War of the roses” che, come intuibile dal titolo, tratta della famosa lotta dinastica combattuta in Inghilterra tra gli York ed i Lancaster nel 1400. Come ogni buona pirate metal band, quindi, anche i Blazon Stone si mettono a trattare di tematiche storiche nei loro testi. Ma alla fine a noi interessa la musica e quella della band di Cederick Forsberg è ancora quel dannatissimo, sporco, ruffiano pirate metal che tanto ci piace e tanto ci fa sbattere il capoccione, puzza di whisky di bassa lega, taverne e sciabole. Certo i Blazon Stone non si discostano di una virgola dalla lezione dei maestri Running Wild di conseguenza, se qualcuno li tacciasse di immobilismo compositivo e di mancata innovazione, non sbaglierebbe più di tanto ma, detta sinceramente, questo disco è fatto così bene che può interessarmi meno che zero di questi particolari. Ced si dimostra un talentuoso poli-strumentista suonando tutti gli strumenti alla grandissima, riempiendo ogni canzone di assoli di chitarre gradevoli, ritmiche frizzanti di batteria, basso pulsante e chi più ne ha, più ne metta. La voce di Erik Forsberg, poi, è decisamente idonea a questa musica, tanto che ritengo sia il singer più adatto che questo progetto abbia finora mai avuto. Non trovo un attimo di tregua, nemmeno una nota fuori posto e mi dispiace vivamente non aver saputo prima di questo disco, altrimenti l’avrei comprato l’anno scorso ed avrei avuto un nuovo titolo che sicuramente si sarebbe andato ad inserire nella mia personale top 10 dei migliori album usciti nel 2016! Canzoni come la lunga suite e title-track “War of the roses”, la meravigliosa strumentale “Welcome to the village”, le velocissime “Voici la grande peur” (non fatevi ingannare dal titolo, di francese c’è solo quello!), “Born to be wild” (l’opener, finalmente un disco senza inutili intro!), “Mask of gold” e “By hook or by crook” sono letteralmente delle mazzate sulle gengive! Ma sono tutti i pezzi dell’album ad essere coinvolgenti e convicenti. “War of the roses” è il capolavoro definitivo dei Blazon Stone e non esito ad affermare che il trono della miglior pirate metal band spetta ormai a loro!

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