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Kobra And The Lotus: Una virata troppo facilona verso l'hard rock Kobra And The Lotus: Una virata troppo facilona verso l'hard rock

Kobra And The Lotus: Una virata troppo facilona verso l'hard rock

recensioni

titolo
Prevail I
etichetta
Napalm Records
Anno

 

01. Gotham

02. TriggerPulse

03. You Don’t Know

04. Specimen X (The Mortal Chamber)

05. Light Me Up

06. Manifest Destiny

07. Victim

08. Check The Phyrg

09. Hell On Earth

10. Prevail

opinioni autore

 
Kobra And The Lotus: Una virata troppo facilona verso l'hard rock 2017-05-16 21:42:03 Gianni Izzo
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Gianni Izzo    16 Mag, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Scoperti qualche anno fa da Gene Simmons dei Kiss, i canadesi Kobra And The Lotus sono arrivati oggi alla loro quarta release. Il suo titolo è “Prevail I” ed è la prima parte di un concept a cui a breve farà seguito il secondo capitolo.
La band, fondata dalla bella e bravissima singer Kobra Paige, si è presentata come un combo heavy metal, che univa il sound thrashoso e drammatico degli Iced Earth ad un heavy ottantiano,particolarmente goderecci sono sempre stati i duetti dei chitarristi, che hanno caratterizzato i lavori precedenti.
Diciamo che a livello compositivo non abbiamo mai gridato al miracolo, ma non c’è dubbio che la band, guardatevi qualche esibizione dal vivo, sia dotata di un alto carisma da parte di tutti i componenti e di una tecnica più che discreta, che vede nella singer, la sua espressione più alta di bravura. La Paige è dotata di un range e di una potenza vocale unica nel suo genere, e che mette sotto molti dei colleghi maschili, per bellezza timbrica e naturalezza nel raggiungere anche note molto alte.

Arrivando a “Prevail I” invece dobbiamo necessariamente tirar le orecchie al gruppo. I Kobra decidono di adattarsi ad un sound più morbido, con molte incursioni nell’heavy rock più moderno e radiofonico, che snatura la loro stessa essenza. Un pezzo come “You Don’t Know” per dire, sta ad un passo dal poter essere una hit degli Evanescence, con la sola differenza che dietro al microfono c’è una bravissima cantante e non Amy Lee.
I brevi stacchi sinfonici fanno il loro lavoro, e l’opener “Gotham” non è neanche tanto male, ma dobbiamo aspettare a lungo prima di sentire un po’ di quell’epica freschezza dei precedenti lavori. Gli arrangiamenti sono semplicistici, e l’unica cosa che rimane dei Kobra, è un certo mood darkeggiante che pervade l’intero disco.

I chitarristi tornano a farsi notare solamente nell’ottimo strumentale “Check The Phyrg” dove danno sfoggio della loro bravura, mentre le uniche note davvero entusiasmanti ce le regalano la title-track e la bella “Hell On Earth”.
I Kobra And The Lotus si sono troppo adagiati su una produzione davvero stratosferica, la bellezza dei suoni non è in dubbio, ma hanno anche scelto soluzioni musicale un po' troppo per teenagers. Vedremo con il secondo “Prevail” se questo è stato solo un capitolo uscito male, o una chiara decisione stilistica.

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