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Dante's Theory: una piacevole scoperta dalla lontana Asia Dante's Theory: una piacevole scoperta dalla lontana Asia

Dante's Theory: una piacevole scoperta dalla lontana Asia

recensioni

titolo
Amut
etichetta
Autoproduzione
Anno

Line Up:
Remy - vocals
Naz - guitars
Aaron - bass
Karsten - drums

Tracklist:
1. Qiamat Heretics
2. Iron Coffin
3. Insanity of the Saints
4. Dethroned the Purist
5. Amut

opinioni autore

 
Dante's Theory: una piacevole scoperta dalla lontana Asia 2017-05-24 16:53:20 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    24 Mag, 2017
Ultimo aggiornamento: 25 Mag, 2017
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Il modo con il quale ho conosciuto i Dante's Theory, Death Metal band da Lion City, Singapore, è quanto meno bizzarro: grazie ad uno speciale sul metal asiatico su una webzine italiana in cui hanno comparato la band capitanata dal singer Remy alla mia. Ed è così che ho fatto la conoscenza proprio col cantante della band singaporiana, che mi ha fatto poi avere "Amut" (traduzione: Morte), secondo EP autoprodotto dei Dante's Theory. La band non è di certo di primo pelo, essendo stata fondata nel 1995; consueti problemi di line up hanno però portato Remy e soci alla pubblicazione solo dell'EP di debutto "Ashes of Revenant" nel 2008, seguito a distanza di 9 anni dall'EP qui in esame.

I Dante's Theory suonano un discreto Groove Death Metal, supportato da un tasso tecnico abbastanza elevato. Seppur all'ascolto non troviamo assolutamente nulla di innovativo (i richiami al sound dei Decapitated è palese lungo tutti i 16 minuti del lavoro), "Amut" risulta essere un disco che va ben oltre la sufficienza, in cui traspare, soprattutto, una passione viscerale per il Death. I Dante's Theory mostrano di avere un gran feeling con sonorità più grooveggianti (ma va'?), senza però disdegnare di strizzare l'occhio a sfuriate vicine al sound del Death Metal esteuropeo. Rientrano in questo caso sicuramente i due pezzi conclusivi dell'EP, "Dethroned the Purist" ed "Amut", le due canzoni in cui la band asiatica decide di spingere maggiormente sull'acceleratore, pur se è con il breakdown che chiude l'ultimo pezzo (e quindi il disco) che abbiamo il momento highlight di questo lavoro.

Conosciuti quindi praticamente per caso, i Dante's Theory si sono rivelati una scoperta più che piacevole e sorprendente. "Amut" è un EP ben suonato e ben prodotto che merita attenzione e, sicuramente, più di un ascolto. Adesso non resta che aspettare la fine dell'anno, massimo l'inizio del 2018, per ritrovare i Dante's Theory alle prese col debut album, visto che hanno anche recentemente trovato un accordo con l'etichetta indonesiana Biji Kopi Records.

Nota a margine: è possibile ascoltare "Amut" per intero su YouTube al link https://youtu.be/IQ6sbkNfFf0

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