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Debutto degli Hidden Lapse all’insegna di un buon prog metal melodico. Debutto degli Hidden Lapse all’insegna di un buon prog metal melodico.

Debutto degli Hidden Lapse all’insegna di un buon prog metal melodico.

recensioni

titolo
Redemption
etichetta
Rockshots Records
Anno

Line up:

Alessia Marchigiani – Vocals

Marco Ricco – Guitars

Romina Pantanetti – Bass

 

Tracklist:

 

  1. Prologue: Dead Woman Walking
  2. Silent sacrifice
  3. Interlude: The right to remain silent
  4. Drop
  5. Lucid nightmare
  6. Pure
  7. Redemption
  8. Interlude: The last meal
  9. Compassion
  10. Awareness
  11. Epilogue: Mercy upon your soul

opinioni autore

 
Debutto degli Hidden Lapse all’insegna di un buon prog metal melodico. 2017-06-13 20:04:12 Virgilio
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Virgilio    13 Giugno, 2017
Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Gli Hidden Lapse debuttano con questo loro primo full-length, intitolato “Redemption”. Si tratta di un concept incentrato attorno alla figura di una donna condannata a morte, in procinto di ricevere l’esecuzione della pena, che ripercorre la propria vita e le circostanze che l’hanno portata a quella situazione. Il loro stile è un metal melodico dalle tinte prog, con una vena leggermente malinconica, che potrebbe far immaginare la loro musica come una sorta di incontro tra Dream Theater ed Evergrey, ma che in verità (sarà anche per il titolo del disco) ci ha davvero fatto pensare anche ai Redemption di Nick Van Dyk: l’utilizzo delle tastiere e la capacità di creare atmosfere, i riff massicci, gli intermezzi strumentali, sono alcuni degli elementi in comune con la band citata. Una differenza fondamentale però è rappresentata dal fatto che gli Hidden Lapse presentano una voce femminile, quella di Alessia Marchigiani, la quale punta su interpretazioni decise e cariche di grinta, per quanto non sempre la produzione e gli arrangiamenti sembrino valorizzarla al meglio. “Redemption” è comunque un disco che si fa ascoltare gradevolmente: magari non si riscontra nulla di eclatante, né riesce ad emergere in maniera particolare rispetto alle tante uscite del genere, però si può ravvisare lo sforzo da parte della band di dare un’impronta personale al lavoro, cercando di mescolare anche influenze diverse, che attingono magari dal gothic, dal power o dall’alternative, con risultati apprezzabili, per quanto ancora ci siano margini di crescita. Tra i brani che ci hanno maggiormente intrigato, citiamo “Compassion” ed “Awareness”. Buon debutto, che lascia ben sperare per il prosieguo di carriera della band.

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