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Kamelot 3.0 Kamelot 3.0 Hot

Kamelot 3.0

recensioni

gruppo
titolo
Silverthorn
etichetta
SPV/Steamhammer
Anno

01.  Manus Dei (intro) 02:12
02.  Sacrimony 04:39
03.  Ashes To Ashes 03:58
04.  Torn 03:51
05.  Song For Jolee 04:33
06.  Veritas 04:34
07.  My Confession 04:33
08.  Silverthorn 04:51
09.  Falling Like The Fahrenheit 05:06
10.  Solitarie 04:56
11.  Prodigal Son 08:52
12.  Continuum 01:48 (outro)

 

opinioni autore

 
Kamelot 3.0 2012-11-03 11:36:46 Federico Orano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Federico Orano    03 Novembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 03 Novembre, 2012
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Probabilmente il disco più atteso dell'anno in ambito Power Metal, "Silverthorn" è finalmente sul mercato a arriva dopo alcuni posticipi sull'uscita ufficiale e soprattutto dopo diversi anni tormentati in casa Kamelot, che dopo l'abbandono di Khan ed il tour con Fabio Lione, tornano in pista arruolando una delle rising star del metal mondiale: Tommy Karevik. Il singer svedese ci ha già regalato alcuni capolavori con la sua band principale, i Seventh Wonder, ed è già entrato nel cuore dei fans della band statiunitense grazie a convincenti performance live ed al suo aspetto che sicuramente non allontanerà le seguaci di sesso femminile. Si può quindi parlare di una terza era che ha inizio (la seconda coincide con la presenza di Khan al microfono) e Thomas Youngblood aveva un grosso macigno sulle spalle, un peso dovuto alla pressione di ritornare con un disco all'altezza dopo il cambio di singer (sempre delicato) e un paio di dischi che hanno fatto storcere il naso a qualche fans (di vecchia data in particolare). Sapientemente il buon Thomas ha deciso di aprire la strada al nuovo arrivato, dando quindi gran spazio in fase di songwriting a Karevik e a Palotai, tastierista della band e mai molto coinvolto nella stesura dei pezzi.

Riuscirà Karevik a non far rimpiangere Khan? Non è stato registrato un pò troppo in fretta questo disco, visto che il nuovo singer è stato annunciato solo qualche mese fa? L'ispirazione di Youngblood è un pò in parabola discendente? Queste sono le domande che molti fans (me compreso) si ponevano fino ad oggi. In realtà già il video del singolo "Sacrimony" ci aveva fatto tirare un bel sospiro di sollievo. Ora posso dirlo con certezza: "Silverthron" suona 100% Kamelot, è un disco che mantiene tutte le caratteristiche del sound della band statiunitense che riapre in alcuni momenti alle sonorità di "Karma" ed "Epica" con aperture melodiche e spedite in pieno stile power metal. La prestazione di Tommy è eccelsa e convince già dalle prime note. Chiaramente il suo approcio è stato quello di "seguire" la via tracciata da Roy negli anni ma mettendoci del suo; credo che già dal prossimo disco il singer svedese potrà rendere più personale il cantato in casa Kamelot. "Silverthorn" racconta una storia piuttosto cupa e questo sentimento è trasportato anche nelle songs. E così il disco alterna pezzi veloci, come "Sacrimony" con il suo inizio ed il refrain che riportano ai tempi di "The fourth legacy", a mid tempos in pieno trademark della band come la un pò meno riuscita "Veritas". Melodica e potente, la title track piace, così come "Solitaire" dove Casey Grillo torna a pestare alla batteria. Menzione particolare per "Song for Jolee" che si candida come miglior ballata del 2012 con una prestazione immensa di Karevik. In chiusura la lunga e di classe "Prodigal song", che però a tratti ricorda qualcosa degli Angra.

I Kamelot tornano ad alzare la testa e danno l'impressione di avere ancora delle carte vincenti da estrarre dal mazzo per il prossimo futuro grazie alle potenzialità della nuova formazione.

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