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Tornano i Revoltons con un album non convincente Tornano i Revoltons con un album non convincente Hot

Tornano i Revoltons con un album non convincente

recensioni

gruppo
titolo
386 High Street North: Come Back To Eternity
etichetta
My Graveyard Productions
Anno

 

 

Track-list:

1. London gates

2. 386 High Street North

3. Jeremy Bentham

4. Blood of skynet

5. Souffle de vie

6. Come back to eternity

7. The ancient dragon

8. Sharpened fog

9. Chameleon

10. London again

11. Nagual touch

12. Space and time reflex (Unrealeased track from “Lost remembrance” album)

 

 

Line up:

Andro – vocals

Alex Corona – guitars

Matt Corona – guitars

Roberto Sarcina – bass

Elvis “El chino” Ortolan - drums

opinioni autore

 
Tornano i Revoltons con un album non convincente 2012-11-04 10:27:10 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    04 Novembre, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

A distanza di tre anni dall’ottimo “Underwater bells”, tornano i friulani Revoltons con il loro quarto album, uscito ancora per My Graveyard Productions, dal titolo lungo e particolare “386 High Street North: Come Back To Eternity” (386 High Street North è l’indirizzo del mitico Ruskin Arms). Perso per strada l’ottimo batterista Stefano Rumich, sostituito da tale Elvis “El chino” Ortolan che, però, non mi è sembrato altrettanto protagonista nel sound della band, quanto lo era il suo predecessore. Devo dire subito che rispetto al capolavoro del 2009, questo nuovo album, pur non essendo da buttar via, mi ha lasciato l’amaro in bocca; vuoi per una registrazione cupa ed oscura molto old-fashioned (forse volutamente così), vuoi per ritmiche non particolarmente frizzanti, vuoi perché le chitarre dei talentuosi Alex e Matt Corona (in passato splendide protagoniste) questa volta non incidono a dovere, forse anche per la prestazione di Andro al microfono che non mi ha entusiasmato più di tanto, nonostante il suo tono sporco e basso ben si adatti a tutto il contesto così fosco. Ecco, forse quello che maggiormente non sono riuscito a buttar giù in questo album dei Revoltons è che il loro heavy oscuro non mi ha trasmesso energia ed allegria (cosa che normalmente cerco in un album di heavy metal), ma solo tetraggine e negatività. Non ho idea se fosse questo l’intento della band di Pordenone, ma queste sono le sensazioni che ho avuto durante i ripetuti ascolti di questo album. Un’altro particolare che non mi ha convinto è nella conclusiva “Space and time reflex” (brano risalente all’epoca del secondo album “Lost remembrance”) che nasconde in sé una ghost-track: dopo due minuti abbondanti di silenzio (tra i minuti 8 e 10 circa), parte una registrazione a dir poco pessima, degna del peggior bootleg degli anni ’80, sulla quale è davvero meglio stendere un velo pietoso per non dire cattiverie! Inutile “allungare il brodo” per la recensione, con questo “386 High Street North: Come Back To Eternity” i Revoltons fanno un grosso passo indietro rispetto all’ottimo precedente album; restano su una buona sufficienza, ma non convincono pienamente.

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