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Cosmic Despair: Funeral Doom, melodia e mestizia. Cosmic Despair: Funeral Doom, melodia e mestizia. Hot

Cosmic Despair: Funeral Doom, melodia e mestizia.

recensioni

titolo
Celebration Of The Wake
etichetta
Marche Funebre Productions
Anno

 

 

01.  Nox Initium

02.  Chains Of Frost

03.  Infinite Halls

04.  Angel Of Desolation

05.  Leviathan

06.  Poseidon

07.  Celebration Of The Wake

08.  Sunrise

09.  The Unknown Kadath In The Cold Waste (Thergothon Cover)

opinioni autore

 
Cosmic Despair: Funeral Doom, melodia e mestizia. 2012-11-04 17:39:48 Corrado Franceschini
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Corrado Franceschini    04 Novembre, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dalla sempre attiva etichetta russa Stygian Crypt Productions, che in questo caso funge da distribuzione, mi è arrivato il Cd dei Cosmic Despair uscito per Marche Funebre Productions. La band si è formata nel 2010 ad opera di Azathoth (ch - Beyond Life), e Stormvald (bs e vc – Mortiferia). Ai due si è unito in seguito Sam (ts – Ecliptic Dawn). I 3 affermano di suonare Romantic Funeral Doom Metal e dicono di ispirarsi a bands come Thergothon e Colosseum. Dopo il primo CD intitolato “Journey To The World Of Nether” del 2010 i Cosmic Despair tornano in pista nel 2012 con “Celebration Of The Wake”. Il CD contiene 8 tracce più la cover di “The Unknown Kadath In The Cold Waste” dei Thergothon, appunto, per complessivi 43’19”. Dunque, cari i miei ascoltatori, armatevi di santa pazienza perché la musica che vi ha promesso questo trio, ossia il Doom, è quello che vi aspetta. Le solite intro e outro, tra l’altro abbastanza scontate, chiamate questa volta “Nox Initium” e Sunrise”, fanno da cornice a brani ultra rallentati con cadenze mortifere, ed anche un po’ soporifere, che via via si prosegue nell’ascolto si fanno apprezzare di più pur confermandosi come monoliti inamovibili, o quasi. La produzione a cura degli stessi Cosmic Despair aiutati da Niall Doran, autore anche del missaggio è decisamente buona e, grazie anche alla lentezza ed alle poche variazioni dei tempi, i suoni sono ben distinguibili. La voce cavernosa di Stormalv narra le sue vicissitudini e solo raramente si fa più pulita; ma non sperate che venga a salvarvi. Di fronte ad un lavoro così compatto è difficile trovare brani che svettano su altri ma le mie preferenze vanno a “Angel Of Desolation”, a “Leviathan”, e alla omonima “Celebration Of The Wake”: canzone che raggiunge toni simil – epici grazie agli intrecci di chitarra e tastiere, strumento usato a profusione sia come sottofondo che come portante la melodia, e che è la più movimentata del lotto. La cover dei Thergothon, se pure con cambi e tastiere “tristi”, aggiunge poco a quanto ascoltato. Se non temete la depressione e vi piacciono le ritmiche monotone all’interno di un discorso legato a malinconia e “pesantezza” questo CD fa al caso vostro. Tutti gli altri possono tranquillamente passare oltre.

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