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Snøgg - Qivitoq Snøgg - Qivitoq

Snøgg - Qivitoq

recensioni

gruppo
titolo
Qivitoq
etichetta
Autoproduzione
Anno

LINE UP: 
Ulv - vocals, guitars, keyboards 
Mørke - drums 

TRACKLIST: 
1- Alien Nation
2- Nun Attack
3- In Death, Erection
4- Answersters

opinioni autore

 
Snøgg - Qivitoq 2017-07-12 04:56:17 Anthony Weird
voto 
 
1.5
Opinione inserita da Anthony Weird    12 Luglio, 2017
Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 2017
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Vengono dalla Slovenia e rispondono al nome di Snøgg, un progetto di Black Metal sperimentale che comprende, come spesso accade in questi frangenti, due soli componenti, ovvero Mørke dietro le pelli e Ulv, ad occuparsi di tutto il resto. Ci presentano oggi questo lavoro di soli quattro pezzi, chiamato “Qivitoq”.
La partenza è lenta, molto lenta, “Qivitoq” apre con “Alien Nation” e con il suo suono crescente ed inserti elettronici che mi fanno spalancare gli occhi... e non sono neanche al primo minuto d' ascolto! Con delle vocals molto graffianti, parte la musica vera e propria e devo dire che subito si nota la produzione non certo perfetta, ma come chi mi conosce sa, per me il Low-fi in ambito Black Metal, è sempre un punto a favore. Voci in lontananza disperse su una montagna in mezzo alla nebbia sono tipiche di situazioni già portate in musica da numerose band, ma è impossibile, ascoltando, non pensare ad Arckanum. Il secondo brano, dal titolo quasi esilarante, è “Nun Attack” e qui riparte immediatamente la vena sperimentale del combo sloveno. Tra suoni di statico, incendi e parti elettroniche che sinceramente trovo insopportabili, il brano prosegue e sto iniziando a sperare che non continui così per tutti i suoi dieci minuti di durata, ma anche quando iniziano veramente a suonare, gli Snøgg, non brillano sinceramente, la composizione è piatta e la voce monotonale stanca presto, soprattutto quando cerca di seguire delle tastiere altalenanti. Ma la cosa peggiore, è dover subire sfuriate di blast beat che durano mezzo secondo, che raramente arrivano a completare lo scatto di lancetta rossa, e che poi torna a spezzarsi e ad essere lento e ritmato. La cosa si protrae veramente troppo e la noia è dietro l' angolo. Un brano veramente inascoltabile e la cosa dispiace, perché è il pezzo più lungo dell' Ep.
Spero quindi nel numero tre “In Death, Erection” e finalmente sento del black metal come si deve. Era questo che avrei voluto sentire sin dalle prime note. Black grezzo di stampo norvegese, pieno di atmosfera, ipnotico ed oscuro. Purtroppo questa mania che hanno molte band di sperimentare, le porta spesso a creare degli abomini in musica, che non fanno altro che snaturare un genere che è nato con l'intenzione di essere statico, ermetico, chiuso e dire no alle sperimentazioni. Anche perché, come spesso accade, se esiste un messaggio più profondo dietro queste composizioni, se davvero c'è uno spirito che racchiude qualcosa di veramente importante da trasmettere (vedi gli Alcest ad esempio), la maggior parte delle volte, resta chiaro all'artista in questione e non arriva all'ascoltatore ed è ancora possibile parlare di Arte, ma in questo caso?! Restando sul brano in questione, “In Death, Erection” è veramente l'unica traccia buona di questo “Qivitoq”, e putroppo finisce troppo presto, per lasciare spazio all'ultimo brano “Answersters”, dove non trovo altro che una voce cupa, ma fin troppo clean, a recitare le sue motivazioni, “sorretta” da una singola chitarra distorta e lenta, che rende il tutto veramente insopportabile. Quando la batteria fa la sua comparsa in scena si ha un minimo di respiro, ma l' unica cosa degna di nota è la seconda parte del brano, che lascia spazio ad un Black ferale ed accattivante. Purtroppo però anche qui, la gioia dura poco e tutto torna piatto, monotono, scontato e soprattutto di una grande noia, intrinseca in questo progetto che non riesce a coinvolgere e che utilizza suoni del tutto non-sense che vorrebbero essere weird ma che non ci si avvicinano minimamente, per darsi un'aria intellettuale e profonda, ma che non è altro che l' ennesima sperimentazione fine a se stessa. Il canto di un gallo (!!!) chiude “Answersters” e con esso tutto questo “Qivitoq”. Considerando che l' unico brano degno è “In Death, Erection”, ascoltate questo mini-CD se siete curiosi o interessati alle sperimentazioni in ambito Black Metal (Lucifero ce ne scampi!), altrimenti passate pure oltre ed evitatevi la tortura.

Anthony

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