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Debut album per i Folk metallers parmensi Dusius Debut album per i Folk metallers parmensi Dusius

Debut album per i Folk metallers parmensi Dusius

recensioni

gruppo
titolo
Memory of a Man
etichetta
Extreme Metal Music
Anno

Line Up:
Manuel Greco – vocals
Rocco Tridici – guitars
Manuele Quintiero – guitars
Erik Pasini – bass
Alessandro Vecchio – keyboards
Davide Migliari – flute, bagpipes
Fabien Squarza – drums 

Tracklist: 
1. Funeral March [01:33] 
2. Slainte [04:33] 
3. Desecrate [04:37] 
4. The Rage of Gods [03:39] 
5. Worried [02:37] 
6. One More Pain [07:26] 
7. Dear Elle [04:11] 
8. Dead-end Cave [04:55] 
9. Hope [05:17] 
10. The Betrayal [03:54] 
11. Coldsong [04:15] 
12. Funeral March II [02:02] 
13. Hierogamy* [03:16] 

*Hidden track

Running time: 52:15 

opinioni autore

 
Debut album per i Folk metallers parmensi Dusius 2017-07-13 19:47:54 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    13 Luglio, 2017
Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un demo datato 2013 arrivano all'album di debutto i parmensi Dusius con "Memory of a Man", concept album - concept su cosa non è scritto nelle info che accompagnano il promo, peccato... - edito da Extreme Metal Music. Il Folk Metal della band emiliana deve molto anche ad influenze che spaziano dal Pagan/Viking al Melodic Death: e se pensate agli Eluveitie come influenza principale non siete tanto lontani, ma non solo loro.

"Memory of a Man" è un album abbastanza interessante, alla fine dei conti. Magari non tutto sarà perfetto e lo stile, per quanto il tutto sia ben eseguito musicalmente parlando, non è più tanto una novità, ma nel complesso il tutto funziona. Quel che è certo è che i Dusius offrono il meglio nei momenti più duri, sembrano molto più a loro agio quando si tratta di scatenare la parte più estrema del loro sound, come per esempio in "The Rage of Gods" e "Worried"; soprattutto in quest'ultima a mio avviso. C'è però l'altra faccia della medaglia: il cantante Manuel Greco risulta un po' più deficitario quando si passa all'uso di clean vocals, un po' per intonazione non perfetta (fa però eccezione la parte iniziale di "One More Pain", così come la parte finale di "Dear Elle"), un po' perché rispetto alle harsh vocals si fa più palese la pronuncia inglese molto italianizzata. E "Dead-end Cave" per quanto strumentalmente bellissima, soffre proprio di una pronuncia non perfettissima. A parte queste piccole cose, a cui magari aggiungiamo solo "quel" coretto in "Desecrate", l'album scorre via piacevolmente, grazie ad una buona produzione in cui tutti i suoni sono ben distinti ed al comparto Folk strumentistico che è sì presente, ha una parte da protagonista, ma non va a "coprire" tutto il resto.

Per essere un debut album, va anche bene così. Magari per il futuro non sarebbe male se i Dusius riuscissero a trovare un qualcosa che possa essere solo loro, quel quid in più che, ascoltandolo anche solo una mezza volta, riconduca solo ed esclusivamente a loro. E' questo che fa la differenza tra una Band Folk che si rispetti ed una band come tante altre - notare la differenza di maiuscole e minuscole -. Bene così insomma, ma c'è ancora un po' di strada da fare per poter emergere totalmente dalla massa.

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