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Con "Ruhn" l'esordio degli orchi romani Blodiga Skald Con "Ruhn" l'esordio degli orchi romani Blodiga Skald Hot

Con "Ruhn" l'esordio degli orchi romani Blodiga Skald

recensioni

titolo
Ruhn
etichetta
Soundage Productions
Anno

Line Up:
Axuruk "Jejune" - vocals
Ghâsh "Barbarian Know-All" - guitars
Rükreb "The Noble One" - bass
Tuyla "The Glorious One" - accordion, keyboards
Maerkys "Handless" - violin
Vargan "Shepherd Tamburine" - drums 

Tracklist: 
1. L'Epica Vendemmia [05:06] 
2. Ruhn [04:38] 
3. No Grunder no Cry [04:02] 
4. I don't Understand [03:44] 
5. Sadness [05:15] 
6. Follia [04:31] 
7. Blood and Feast [03:33] 
8. Laughing with the Sands [03:10] 
9. Panapiir [04:15] 
10. Too Drunk to Sing [05:15] 

Running time: 43:29 

opinioni autore

 
Con "Ruhn" l'esordio degli orchi romani Blodiga Skald 2017-08-08 16:15:53 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    08 Agosto, 2017
Ultimo aggiornamento: 08 Agosto, 2017
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Album di debutto per i Blodiga Skald, Folk Metal band romana formatasi nel 2014 che ha già rilasciato, nel 2015, un EP dall'eloquente titolo "Tefaccioseccomerda". Se l'attitudine della band capitolina è, come genere spesso vuole, altamente cazzarona, musicalmente i nostri fanno decisamente sul serio. Con un songwriting incentrato sulle (dis)avventure di un gruppo d'orchi pronti a tutto pur di far fuori altre razze, i BS concentrano il lato musicale su un classicissimo Folk Metal pregno di elementi Melodic Death, cosa che molto spesso richiama alla mente i loro compagni di label Arkona e, soprattutto, i folli Trollfest. E giusto per inciso, un disco degli orchi romani non poteva che recensirlo Ogre: mi pare giusto, no?

Ma veniamo a "Ruhn", album prodotto dalla russa Soundage Productions, stessa etichetta di Arkona e Kalevala. Russia che traspare anche nelle sonorità della band capitolina, cosa ad esempio riscontrabilissima nella divertente "I don't Understand". Senza contare che l'intero album è cantato in inglese e russo proprio, vedasi la title-track cantata interamente in orientale idioma. "Divertente" è, comunque, l'aggettivo che più ricorre nell'ascolto di quest'album. L'attitudine, come detto, è di quelle folli che spesso accompagnano i gruppi Folk: coi Blodiga Skald non siamo ai livelli dei Trollfest (ma nessuno lo è, diciamocelo), ma di certo il sestetto nostrano è sulla buona strada. Un disco che comincia con una canzone che s'intitola "L'Epica Vendemmia" e si chiude con "Too Drunk to Sing" non si può non adorare, così come non può non strappare un sorriso l'"omaggiare" Bob Marley in "No Grunder no Cry". Il punto è, in ogni caso, che i BS con gli strumenti in mano ci sanno decisamente fare e possiamo sentirlo in pezzi come "Follia", con la sua tecnicamente interessante parte finale, e la seguente "Blood and Feast", che nonostante gli inserti folkeggianti è la traccia più Death del lotto. Riguardo la già citata "Too Drunk to Sing"... beh lascio a voi scoprire in che modo questi pazzoidi chiudono il disco!

Per i tantissimi amanti del Folk ecco quindi un'altra band da seguire con vivo interesse, con in più il fatto che sono italianissimi. "Ruhn" è uno di quei dischi da prendere ed ascoltare a cuor leggero e con la mente predisposta ad ascoltare qualcosa che sia particolarmente divertente. E magari con una vagonata d'alcool d'accompagnamento. Il mio consiglio a voi è quello anche di andarli a vedere dal vivo: il loro è uno show che difficilmente potrà lasciarvi scontenti! Ai Blodiga Skald i miei complimenti e l'appuntamento a un nuovo capitolo delle avventure di questi orchi che parlano romano.

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