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Therion: semplicemente non convincente Therion: semplicemente non convincente Hot

Therion: semplicemente non convincente

recensioni

gruppo
titolo
Les fleurs du mal
etichetta
End of the Light
Anno

 

Track-list:

1. Poupée de cire, poupée de son

2. Une fleur dans le coeur

3. Initials B.B.

4. Mon amour, mon ami

5. Polichinelle

6. La maritza

7. Soeur Angélique

8. Dis-moi poupée

9. Lilith

10. En Alabama

11. Wahala Manitou

12. Je n’ai besoin que de tendresse

13. La licorne d’or

14. J’ai le mal de toi

15. Poupée de cire, poupée de son

 

 

Line-up:

Christofer Johnsson – Rhythm guitars, keyboards and programming

Christian Vidal – Lead and rhythm guitars, electric sitar

Nalle Pahlsson – Bass

Johan Kullberg – Drums

Thomas Vikstrom – Tenor and lead vocals

Lori Lewis – Soprano and lead vocals

opinioni autore

 
Therion: semplicemente non convincente 2012-11-10 09:57:28 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Novembre, 2012
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non sempre l’originalità si accompagna alla qualità o alla capacità di coinvolgere, questa in poche parole la possibile definizione di questo nuovo disco dei Therion, intitolato “Les fleurs du mal” (ispirato probabilmente dall’omonima opera di Baudelaire), uscito per la sconosciuta label End of the Light. In realtà non si tratta di 15 nuovi pezzi creati dalla geniale mente di Christofer Johnsson, ma del rifacimento di vecchi brani della tradizione musicale francese, roba risalente a 50 e passa anni addietro che con il metal non hanno assolutamente nulla a che vedere e che nemmeno hanno particolari legami con la musica classica; i Therion hanno rivisto tutti i pezzi a modo loro, metallizzandoli e facendoli cantare, tranne rare eccezioni, come in un’opera lirica. Indubbiamente una scelta originale ma anche rischiosa, perché facendo un raffronto con qualcuno degli originali, ci si rende conto del notevole stravolgimento posto in essere dalla band svedese. Il problema principale è che, tra i 15 pezzi presenti sull’album, raramente ci si desta da un certo torpore che ci assale sin dall’inizio ed ancora altrettanto raramente ci si trova con l’energia e la solennità di pezzi storici dei Therion come potrebbero essere “Cults of the shadows”, “In the desert of Set” o “Wine of Aluqah”, tanto per citare i primi che mi vengono in mente. L’idea, dunque, in un certo senso funziona, ma a non funzionare è proprio il materiale, troppo distante e differente dal classico sound dei Therion; sarà anche poi il cantato in francese che, a mio parere, con la sua sensualità intrinseca, risulta poco adatto a certe sonorità. Ciò nonostante, l’ascolto di “Les fleurs du mal” non dispiace, anche se semplicemente dai Therion è lecito aspettarsi qualcosa di meglio e soprattutto di differente. Se volete assaporare qualcosa di diverso dal solito e trascorrere ¾ d’ora in compagnia di musica in francese, questo disco può fare al caso vostro; se siete troppo legati a “Theli”, “Vovin” o “Deggial”, questo “Les fleurs du mal” potrebbe decisamente lasciarvi spiazzati, se non proprio leggermente delusi. Doveroso citare la copertina ed il booklet interno, con tanti disegni di donnine poco vestite, leggermente blasfeme e saffiche.

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