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Il debut album dei greci Prometheus: puro massacro Black/Death Il debut album dei greci Prometheus: puro massacro Black/Death

Il debut album dei greci Prometheus: puro massacro Black/Death

recensioni

titolo
Consumed in Flames
etichetta
Katoptron IX Records
Anno

Line Up: 
Aggelos - vocals 
Esophis - guitars, bass 
Nodens - drums 

Tracklist: 
1. The Disgusting Tongues [06:49] 
2. Hand of War [05:21] 
3. Seth [02:24] 
4. Vulture all Black [09:19] 
5. Prometheus Rising [06:05] 
6. Hatesworn [06:58] 
7. Consumed in Flames [06:58] 
8. Hand of War (instrumental version) [05:21] 

Running time: 49:15 

opinioni autore

 
Il debut album dei greci Prometheus: puro massacro Black/Death 2017-08-10 17:39:15 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    10 Agosto, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La Grecia ha una grossissima tradizione nell'ambito del Metal più estremo, soprattutto se andiamo a vedere la scena Black: Rotting Christ, Thou Art Lord, Varathron, Astarte... La furia che ci mettono i gruppi greci in quel che fanno ha ben pochi pari, in Europa come nel resto del mondo. Non stupisce dunque che anche questi Prometheus non siano da meno, autori di un Black/Death votato all'assalto frontale.

"Consumed in Flames", questo il titolo del debut album dei Prometheus, è un album di una violenza primordiale ed assoluta, pur non mancando atmosfere che legano alla loro terra d'origine - vedasi la strumentale "Seth" -. Prendete i Belphegor del periodo "Lucifer Incestus"/"Goatreich - Fleshcult", rendeteli ancora più incazzati ed avrete i Prometheus. Il trio greco non si prende nemmeno la briga di prendere prigionieri, ma anzi si premura di mietere quante più vittime possibili già con l'opening track "The Disgusting Tongues", concedendosi ben poche pause durante la mattanza perpretrata. Menzione al merito all'incredibile "Vulture all Black", la cui immarcescibile violenza ben s'interseca con una parte centrale atmosferica da brividi. "Prometheus Rising", così come "Hatesworn" e "Consumed in Flames" - curiosamente queste ultime due hanno la stessa durata -, sono classici pezzi Black/Death, tirati su per far malissimo on stage. Chiude il disco una seconda versione di "Hand of War", solo strumentale.

I Prometheus continuano la tradizione greca: in ambito estremo la regione ellenica difficilmente delude. Una terra antica e gloriosa che un tempo fu culla della civilità, è ora terreno fertile per la nascita di alcune delle bands più violente del pianeta: anche questa volta, con "Consumed in Flames", c'è da rimanere più che soddisfatti. Un disco brutale, diretto e senza inutili abbellimenti. L'obiettivo è colpire duro ed i Prometheus lo fanno egregiamente.

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