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Terzo ep degli Slanderus, aggressivo, carico di groove, senza per questo rinunciare alle melodie. Terzo ep degli Slanderus, aggressivo, carico di groove, senza per questo rinunciare alle melodie.

Terzo ep degli Slanderus, aggressivo, carico di groove, senza per questo rinunciare alle melodie.

recensioni

gruppo
titolo
Walls of the Mind
etichetta
autoprodotto
Anno

Line up:

Jason Kennedy – guitars, vocals, keyboards

Allen Alamillo – vocals

Adrian Smith – bass

Jeff Seif - drums

 

Tracklist:
1. My Cadence
2. Clarity in Duality
3. The Hedonist
4. Stand in Line
5. Into me you see
6. The Significance of Insignificance

opinioni autore

 
Terzo ep degli Slanderus, aggressivo, carico di groove, senza per questo rinunciare alle melodie. 2017-08-10 18:43:21 Virgilio
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Virgilio    10 Agosto, 2017
Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 2017
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Gli Slanderus presentano il loro terzo ep (evidentemente hanno una precisa preferenza per questo tipo di formato) intitolato “Walls of the Mind”, benché stavolta, con una durata di trentotto minuti, si potrebbe parlare quasi di un full-length vero e proprio. Il platter comprende sei tracce, nelle quali la band americana alterna un Thrash carico di groove con un Alternative Metal, specie quando opta per un approccio più catchy e diretto. In generale, gli Slanderus prediligono però sonorità aggressive, unite a ritmi veloci e brani piuttosto articolati, considerando che il minutaggio dei pezzi è mediamente abbastanza elevato, arricchiti peraltro dai pregevoli assoli di Jason Kennedy; il cantato di Allen Alamillo, invece, perlopiù in chiaro, talvolta prevede anche alcuni passaggi con extreme vocals. Una piccola eccezione è rappresentata da “Into me you see”, una sorta di mid-tempo, trattandosi di un pezzo melodico eseguito con la chitarra acustica nelle strofe, per poi esplodere in un riff orecchiabile in occasione del ritornello. Abbastanza soft pure l’avvio di “Clarity in Duality”, un pezzo però più tecnico che procede decisamente in crescendo. Certo, con una tracklist così ridotta, al termine del disco si ha la sensazione di qualcosa lasciato un po’ a metà: forse sarebbe il caso che gli Slanderus cominciassero ad osare di più, dimostrando di poter dire la propria anche sulla lunga distanza, perché è evidente che le capacità ci sono ed ormai dovrebbero aver maturato anche una certa esperienza.

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