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Un'interessante band Swedish Death dal Sol Levante: No Limited Spiral Un'interessante band Swedish Death dal Sol Levante: No Limited Spiral Hot

Un'interessante band Swedish Death dal Sol Levante: No Limited Spiral

recensioni

titolo
Into the Marinesnow
etichetta
WormHoleDeath
Anno

Line Up: 
Ren - vocals, guitars 
Pon - guitars 
Nene - bass 
Ruri - keyboards 
Kegoi - drums 

Tracklist: 
1. -In Reminiscence- [01:20] 
2. Nyx [03:52] 
3. The Witch of Dusk [04:23] 
4. Gestalt-Eve [03:36] 
5. Kalra the Everlasting Red [04:39]
6. -Daffodil- [02:08] 
7. The Rusted Dream and My Sweet Nightmare [03:49] 
8. Dissolved in the Color of Ocean [04:08] 
9. Cherished, Frozen and Faded [03:08] 
10. Clockwork Serenade [06:55] 

Running time: 38:08

opinioni autore

 
Un'interessante band Swedish Death dal Sol Levante: No Limited Spiral 2017-08-11 15:46:32 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    11 Agosto, 2017
Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ero curiosissimo di ascoltare "Into the Marinesnow", secondo album dei No Limited Spiral. Vuoi per il mio amore sconfinato per il Giappone - e i nostri vengono da una delle città che spero un giorno di visitare, Osaka -, vuoi perché si sa quanto i nipponici sappiano il fatto loro, anche in ambito estremo. Da qui, quindi, la curiosità di ascoltare queste Melodic Death Metal band prodotta dalla nostrana WormHoleDeath, le cui influenze sono da andare a ricercare nello Swedish Death più "spinto" (At the Gates e, soprattutto, primi Soilwork).

Non so perché, ma mi aspettavo tutt'altro dai NLS. Ed invece, dopo l'intro "-In Reminescence-", il quintetto giapponese spinge subito sull'acceleratore con "Nyx", un pezzo che grida "Soilwork!" da tutte le note. Ed in effetti l'ombra della band di "Speed" Strid (prima che diventassero lo schifo Metalcore di oggi) è sempre presente nel sound dei NLS: peccano quindi, i nostri, di un forte citazionismo (persino la voce di Ren assomiglia tantissimo a quella di Björn Strid), ma ciò non toglie che "Into the Marinestone" è un album che si lascia decisamente ascoltare. E questo grazie a gran bei pezzi come "the Witch of Dusk", "Kalra the Everlasting Red" e una delle due hit del disco, ossia "Dissolved in the Color of Ocean". E grazie anche all'ottimo lavoro alle tastiere di Ruri, che in un comparto strumentale degno di nota dà il proprio contributo creando un ottimo tappeto atmosferico sotto la furia del resto degli strumenti, prendendosi il ruolo di protagonista nel bellissimo intermezzo strumentale "-Daffodil-". Dicevamo prima di due hit presenti in quest'album: ebbene l'altra è la conclusiva "Clockwork Serenade", canzone incredibilmente catchy, con soluzioni forse troppo semplici ma che funzionano in maniera egregia, specie l'irresistibile refrain. Menzione va fatta, infine, anche all'ottima produzione: i suoni sono perfettamente bilanciati, non c'è nulla che vada a coprire il resto ed in più i suoni della batteria sono pressoché perfetti.

Niente di innovativo in "Into the Marinesnow", ma vi dirò: a me quest'album è piaciuto! Suonato bene, prodotto meglio, questa fatica dei No Limited Spiral è stata, per chi vi scrive, una piacevolissima sorpresa, che consiglio ai fans delle bands svedesi citate più su. Specie se vi mancano i vecchi Soilwork, questa band fa al caso vostro.

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