A+ A A-
 

Rage, la stagione è ancora di quelle migliori Rage, la stagione è ancora di quelle migliori

Rage, la stagione è ancora di quelle migliori

recensioni

gruppo
titolo
"Seasons of the black"
etichetta
Nuclear Blast
Anno

 

TRACKLIST:

1. Season of the black

2. Serpents in disguise

3. Blackened karma

4. Time will tell

5. Septic bite

6. Walk among the dead

7. All we know is not

8. Gaia

9. Justify

10. Bloodshed in paradise

11. Farewell

 

 

LINE-UP:

Peter “Peavey” Wagner – Bass, vocals

Marcos Rodriguez - Guitars

Vassilios “Lucky” Maniatopoulos - Drums

opinioni autore

 
Rage, la stagione è ancora di quelle migliori 2017-08-11 17:50:47 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    11 Agosto, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non c’è niente da fare, quando ci si mette all’ascolto di un full-lenght dei Rage si sa che la qualità sarà di quelle eccelse! Ed anche questa volta, dopo oltre 30 anni di carriera ed un numero esorbitante di uscite, tra albums , EP e compilation varie, Peavy Wagner & C. piazzano sul mercato un gran disco, intitolato “Season of the black”. Ad essere sinceri, quando ho visto la copertina la prima volta non ero rimasto favorevolmente impressionato, ma sono bastate le prime note della title-track posta in apertura del lavoro, per ricredermi. E’ come ritrovare un vecchio amico che sai non ti tradirà mai! Per me, poi, che seguo la band tedesca da fine anni ‘80 (ricordo che il mio primo disco dei Rage che acquistai fu “Secrets in a weird world” nel 1989) è davvero una sorta di appuntamento tradizionale. Nel corso degli anni, i Rage hanno cambiato pelle attorno al loro leader Peavey tantissime volte: è stata modificata tante volte la line-up (a volte anche a 4 elementi), è variata diverse volte la label (dalle prime uscite con la Noise, passando per l’ormai chiusa Gun, fino all’attuale Nuclear Blast), è mutato tante volte lo stile del sound pur rimanendo sempre ancorato al power metal. Ciò che non è mai stata alterata è la qualità della musica. Qualcuno potrà obiettare che i primissimi albums non sono al livello degli altri, ma eravamo a metà anni ’80 ed in quel periodo il metal era anche quello. Archiviata definitivamente la parentesi neo-classica con l’uscita del talentuoso chitarrista Victor Smolski dalla band alcuni anni fa (solo nella conclusiva “Farewell” ritroviamo qualcosa di quel periodo), i Rage proseguono con questo disco la strada intrapresa con il precedente lavoro “The devil strikes again”, con una riscoperta del sound più grezzo ed aggressivo degli anni ’90, con evidenti richiami a dischi splendidi come “The missing link” e “Black in mind”. E’ proprio questo in poche parole il sound attuale dei Rage, il vocione sporco ed abrasivo di Peavey è sempre uguale così come il suo lavoro al basso, il ritmo indiavolato della batteria dell’ottimo Vassilios “Lucky” Maniatopoulos (ascoltatelo nella notevole “Walk among the dead”!) sostiene alla grandissima, mentre Marcos Rodriguez non lesina piacevoli melodie con la sua chitarra, ma sempre senza esagerare in svolazzi ed orpelli, badando in sostanza sempre al sodo. “Seasons of the black” è composto da 11 brani, di cui gli ultimi 4 (da “Gaia” in poi) fanno parte della suite “The tragedy of man”; esiste poi una versione con sei pezzi degli Avenger (la prima incarnazione dei Rage ad inizio anni ’80) come bonus-tracks, ri-registrati per l’occasione e purtroppo non avuti a disposizione per questa recensione. Se dovessi scegliere una canzone migliore rispetto alle altre sarei veramente in difficoltà, vista la qualità elevata di quanto ho avuto modo di ascoltare e ri-ascoltare sempre con grande piacere; per i miei gusti, oltre alle già citate “Walk among the dead” e “Season of the black”, aggiungerei “Blackened karma” (questo si che è un “karma” degno di tal nome, altro che quella porcheria che gira sulle radio italiane!), “Time will tell” e “All we know is not”. Ma è tutto l’album a colpire e convincere positivamente. Potrei continuare a scrivere righe e righe sui Rage e sul loro nuovo lavoro, ma tedierei oltre misura, per cui concludo semplicemente con un suggerimento: Buy or die!!

Trovi utile questa opinione? 
00
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Recensione Utenti

Nessuna opinione inserita ancora. Scrivi tu la prima!

Per poter scrivere un commento ti devi autenticare o registrare
 
Powered by JReviews

releases

Welcome back, Morbid Angel!
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Heavy di qualità con i Mega Colossus
Valutazione Autore
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La ristampa dell'esordio dei Dethonator
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Debut album per i Khazaddum: Tolkien in chiave Death Metal
Valutazione Autore
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Ristampato da Season of Mist il debutto degli svizzeri Virvum
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Ai Cobra serve un cantante differente
Valutazione Autore
 
2.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Autoproduzioni

Female fronted melodic metal con i brasiliani Vienna
Valutazione Autore
 
2.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Debutto per gli Shadowpath, nuova band di metal sinfonico proveniente dalla Svizzera.
Valutazione Autore
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Una nuova leva della scena Death maltese alza la testa: ottimo l'EP dei Bound to Prevail
Valutazione Autore
 
4.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Brutalità ragionata ma potente! - Divination degli HELSLAVE
Valutazione Autore
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

partners

No tabs to display

allaroundmetal all rights reserved. - grafica e design by Andrea Dolzan

Login

Sign In

User Registration
or Annulla