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Galderia, qualche brano non funziona come gli altri Galderia, qualche brano non funziona come gli altri

Galderia, qualche brano non funziona come gli altri

recensioni

gruppo
titolo
“Return of the cosmic men”
etichetta
Massacre Records
Anno

 

TRACKLIST:

01. Shining unity

02. Blue aura

03. Living forevermore

04. High up in the air

05. Celestial harmony

06. Wake up the world

07. Legions of light

08. Return of the cosmic men

09. Pilgrim of love

10. Wake up the world 2.0

 

 

LINE-UP

Sebastien Chabot - Lead Vocals / Guitars

Thomas Schmitt - Lead Guitars / Lead Vocals & Backing Vocals

Bob Saliba - Bass Guitar / Lead & Backing Vocals

Julien Digne - Keyboard / Backing Vocals

J.C. Chicco - Drums

opinioni autore

 
Galderia, qualche brano non funziona come gli altri 2017-08-11 20:34:29 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    11 Agosto, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Tornano i francesi Galderia, dopo 5 anni dal primo full-lenght ufficiale (ricordiamo che erano anche usciti altri due album autoprodotti nel 2009, intitolati rispettivamente “Puissance et unité” e “Royaume de l’universalité”), con un nuovo disco intitolato “Return of the cosmic men”, dotato ancora una volta di una bella copertina realizzata dall’onnipresente Felipe Machado Franco. E’ anche cambiata casa discografica (dalla Metalodic alla Massacre), nonché ci sono da registrare un paio di cambiamenti nella line-up, con l’ingresso di un tastierista fisso (Julien Digne) e del nuovo bassista Bob Saliba; in passato, inoltre, era il solo Sebastien “Seb” Chabot ad occuparsi delle parti vocali, mentre in questo disco è affiancato dietro al microfono anche dall’altro chitarrista Thomas Schmitt e dal bassista Bob Saliba. Anche il sound dei Galderia ha avuto un certo cambiamento, con l’accentuarsi della componente melodica che sinceramente non mi ha convinto molto. Sia chiaro, i 10 brani di “Return of the cosmic man” non sono affatto male, ma da una band come i Galderia (che personalmente seguo sin dai loro esordi, da me recensiti sulle pagine di powermetal.it) mi aspettavo qualcosa di differente, soprattutto più ritmato. Invece è proprio l’ammorbidimento ed il rallentamento delle ritmiche a far la differenza in una parte dei pezzi dell’album, a cui bisogna aggiungere appunto la presenza (forse anche un po’ “ingombrante”) delle tastiere. Fortunatamente la maggior parte delle canzoni sono decisamente valide; tracce come “Shining unity” (furbamente piazzata in apertura), l’eccezionale “High up in the air” (sicuramente il pezzo migliore!), “Celestial harmony”, “Legions of light” o l’ottima title-track “Return of the cosmic men” sono una testimonianza di cosa sono in grado di fare i Galderia con il loro orecchiabile power metal, sempre ispirato da bands come Freedom Call o Gamma Ray. Anche la conclusiva “Wake up the world 2.0”, nonostante delle tastiere un po’ eccessive (quell’inizio da discoteca grida vendetta!), non dispiace ed anzi trascina e coinvolge. Doveroso segnalare che di questo brano esiste anche un’altra versione alla traccia 06, resa come una ballad romantica, discreta ma non eccezionale. Gli altri pezzi, anche se, come detto, non sono male, non sono riusciti a convincermi particolarmente: “Blue aura” è troppo hard-rockeggiante (Edguy docet purtroppo!), “Living forevermore” è eccessivamente lenta ed avvicina pericolosamente alla noia, l’acustica “Pilgrim of love” infine sembra quasi un pezzo country ed è alquanto avulsa dal contesto, oltre ad essere anche leggermente stucchevole. Tirando le somme, i Galderia con questo loro nuovo disco “Return of the cosmic men” confermano solo in parte i buoni risultati del passato, offrendo un lavoro in cui ci sono ottimi brani, ma anche qualche passo falso.

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