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Prog/Thrash particolare quello degli italiani Anticlockwise Prog/Thrash particolare quello degli italiani Anticlockwise

Prog/Thrash particolare quello degli italiani Anticlockwise

recensioni

titolo
Raise your Head
etichetta
Revalve Records
Anno

Tracklist: 
1. Slave 
2. Raise your Head 
3. The Gutemberg Plague
4. Mothertongue
5. The Wire
6. The Brocken Mirror
7. The Blue Screen of Death
8. Into the R.A.M.
9. Dystopia MMXVI 

 
Line-up:

Claudio Brembati - Vocals
Pietro "Pacio" Baggi - Guitars
Michele Locatelli - Bass
Daniele "Bubu" Gotti - Drums

 

opinioni autore

 
Prog/Thrash particolare quello degli italiani Anticlockwise 2017-08-16 12:44:40 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    16 Agosto, 2017
Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 2017
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando mi sono approcciato all'ascolto di "Raise Yor Head" dei compaesani Anticlockwise ero leggermente scettico: non è cosa di tutti i giorni suonare un genere che sia la commistione tra thrash e progressive... Non sapevo davvero come comportarmi quando ho messo le cuffie. E invece, signori miei, quando ho finito di ascoltare questo album, sono rimasto piacevolmente stupito dalla bravura che i nostri amici hanno saputo mostrare nel mescolare bene due stili musicali differenti. Lo scetticismo è andato via non appena è partita "Raise Yor Head", la prima traccia dell'omonimo album: si parla di riff massicci e pesanti (ben percepibile è l'uso della chitarra a sette corde), ben calibrati per incastrarsi con parti più melodiche, arzigogolate e cristalline. Grazie e pezzi come "Mothertongue" e "Dystopia MMXVI" si capisce che gli Anticlockwise non sono dei novellini alle prime armi: innanzi tutto è doveroso porre l'attenzione sull'ottimo lavoro di post produzione, fondamentale per apprezzare ciò che ogni strumento ha da dire, e poi sullo studio e la conoscenza musicale che ci sono dietro ogni brano proposto. D'altronde è impossibile suonare prog se non si conosce bene il proprio strumento!
Vorrei infine porre l'attenzione su quella che, secondo me, è la canzone più bella di tutto l'album, "Into The R.AM.": sette minuti davvero intensi in cui la band mostra tutta la sua bravura nel sapersi approcciare ad una ballad (l'intro ha quel sapore di "Return To Serenity" dei Testament che non dispiace affatto) che, al contempo, lascia spazio all'intreccio delle chitarre per poi sfociare nella vena thrash più serrata, cattiva e potente.
Vi dico subito che "Raise Your Head" non è un album da ascoltare tutti i giorni, ma è un lavoro che va gustato con calma, studiato ed apprezzato, altrimenti si rischia di non capirlo fino in fondo o addirittura potrebbe anche annoiare o non piacere. Per cui reperite la vostra copia, supportate i nostri amici compaesani ed immergetevi in un vortice di prog e thrash davvero particolare.

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